"Che 2007 fa" atto secondo.

Risolviamo il problema delle differenti “pesature” del Dow e dello SP500. Piccola premessa: lo SP500 è un indice pesato a capitalizzazione ovvero pesano di più nella ponderazione i titoli a maggior capitale, il DowJones è pesato a “valore” ovvero banalmente (più o meno…) la variazione del prezzo dei titoli mediata sull’intero paniere. Conseguenze di ciò: sul Dj un titolo quotato 100 dollari che varia dell’1% (1 dollaro) avrà più peso di un titolo quotato 10 dollari (il cui 1% è 0,1 dollari), il tutto comporta una difficile stima del valore del paniere; sullo SP500 invece il valore effettivo del paniere è più corretto (si basa sul capitale) ma è anche vero che pochi titoli possono tirare il mercato ovvero risulta più nascosto se un trend è generato da tutto il listino oppure no. Tutto questo detto alla buona ma l’importante è capire il senso. Sul conteggio di lungo termine come abbiamo visto questa differenza “genetica” genera un problema ovvero il Dow è su nuovi massimi storici mentre lo SP500 non lo è. Ragionando con Elliott su onde così lunghe temporalmente (ammesso che sia concesso farlo visto che lo stesso Ralph Nelson non ha mai avuto a suo tempo serie così lunghe) entriamo in un forte contrasto: ciò che sul Dow può essere catalogato onda 5 ovvero crollo imminente (vedi post “il Gran Finale”) sullo SP500 va etichettato come onda 1 ovvero un nuovo inizio. Ho sempre finora tenuto il Dow quale indiscusso barometro sui cicli di lunghissimo termine ma è sempre utile ribaltare le frittate e dunque poniamo che sia lo SP500 ad avere ragione. Ecco dunque in figura i conteggi nei due indici. Postuliamo onda 1 sullo SP500, attenderemo prima o poi una correzione fisiologica e poi via verso nuovi top assoluti. Per allinearsi a ciò sul Dow ipotizziamo che tutto ciò che stiamo vivendo dal 2000 sia una enorme lateralizzazione, un gigantesco A-B-C e dunque per esso i nuovi massimi attuali sono da considerarsi una Bull-Trap, torneremo giù di onda C la quale però non andrà sotto i minimi del 2002 perchè l’attuale B ha sforato i massimi e cioè genera quello che nella teoria delle onde è catalogato quale un “irregular flat2 (meglio ancora “running correction”). In tal modo entrambe gli indici correggeranno il rialzo partito dal 2002 e poi in una qualche estensione d’onda futura riallineranno le loro onde. Ecco dunque lo scenario alternativo per il “grande crash”, faccio notare che entrambe hanno nelle gambe una “onesta e fisiologica” correzione del rialzo che si sta protraendo attualmente…e che diamine mica penserete che la borsa possa solo salire!

Che 2007 fa?

Tutti i sedicenti esperti di finanza si affannano a dare la loro “visione” per l’anno nuovo….crescita Dow a 2 cifre…correzione in arrivo…soft landing dell’economia…c’è ripresa…l’Italia riparte (dove va??)….sinceramente mi fanno ridere. La mia impostazione di analisi ed operativa è fortemente improntata so ciò che succede adesso, perchè se capisco cosa succede adesso forse riesco ad impostare trade ad alta probabilità di successo, con ciò che potrebbe succedere fra un mese ci faccio veramente poco o nulla perchè fra una settimana il mercato (con nuovi dati) mi può costringere a buttare nel secchio tutte le mie “certezze” di oggi. Però siamo sotto feste e che diamine mi voglio divertire pure io una volta all’anno a fare il “guru”!!! Appunto divertiamoci, con cognizione di causa, seriamente, però tenendo bene a mente che tutto ciò che segue di qui in poi non è un futuro certo è solo un’idea che possiamo avere OGGI e che anche solo fra una settimana potrebbe essere destinata al cestino. Seguono tre post da leggere in fila, il primo è sul Dow, il secondo è sul Dax ed il terzo l’ho chiamato “Gran Finale”. E’ un discorso unico, non sono tre articoli a se stanti ed in esso sintetizzo la mia opinione ATTUALE dei mercati. Vi segnalo inoltre a questo link la possibilità di scaricare in formato Word anche il commento Natalizio dell’amico Igor56.
Buone Feste a tutti.

2007: DowJones dicci dove vai.

Oltre ad aver trovato possibili canalizzazioni per il nostro Dow credo che il conteggio Elliottiano più affine sia quello qui presentato. Che dire…i conteggi a fronte di nuovi dati possono cambiare, diciamo che la mia idea di fondo è che se nei primi mesi inizierà una correzione essa non sarà relativa a tutto quanto partito nel lontano 2002 ma solo relativa all’ultimo impulso rialzista. Ovvio che se cadesse giù a piombo e soprattuto se questa ipotetica onda IV ritornasse in territorio della onda I il conteggio sarebbe da scartare. Le onde IV in genere sono caotiche ergo assomigliano più a lateralizzazioni che a impulsi, a mio avviso un test del vecchio massimo storico sarebbe da manuale. Ed il conteggio di grado superiore? Quello nero per intenderci. 1-2-3-4-5 ok…ma nel suo insieme cosa è una onda 1 di lunghissimo termine? E’ possibile, ma è possibile anche che sia una 5 (equivale a dire che siamo “alla frutta”) e per questo vi invito a proseguire nella lettura fino al post “Il Gran Finale”.

2007: che intenzioni ha il nostro amico Dax?

Il conteggio affine a quello del DJ per quanto riguarda il DAX è questo mostrato in figura. Devo dire che eliminando l’ipotesi di estensione di onda 3 si potrebbe tranquillamente ipotizzare un ciclo a 5 già completo o comunque in conclusione. Questa eventualità mi spariglierebbe il conteggio sul Dow perchè imporrebbe un inizio pressochè immediato di quantomento una profonda correzione, naturalmente saranno i mercati a dire la loro in via definitiva. Correzione…al di là dei conteggi in tanti mi hanno chiesto: arriverà questa benedetta correzione relativa al rialzo che abbiamno dal 2003? Prima o poi di sicuro, e se noi catalogassimo qui sul DAX quell’impulso a 5 segnato in figura (colore nero) come onda 1 di grado maggiore, la nostra benedetta correzione sarà una 2, non andrà sotto i minimi del 2003 (starà ben al di soprà) e poi vivremo tutti e felici e contenti per la nascita di una onda 3 che sarà naturalmente un gran bel mercato Toro con tutte le carte in regola per attaccare nuovi massimi. Ma se questo impulso a 5 non fosse una onda 1? Com’è possibile? Il Dax e lo SP500 sono pesati a capitalizzazione, il Dow no, il Dow è già su nuovi massimi…la storia continua nell’ultimo post “Il Gran Finale”.

Il Gran Finale.

Siamo giunti al termine di questa super analisi dei mercati internazionali alla ricerca del “cosa attendersi nel 2007”. Dobbiamo correlare quanto visto fin’ora con un qualcosa di più grande: il DowJones dal 1900 ad oggi. Inanzitutto una domanda: perchè il DowJones è su nuovi massimi storici mentre SP500 e Dax non lo sono? Il DJ non è un indice pesato a capitalizzazione, non mi importa sapere quale sia la ponderazione migliore, faccio una considerazione terra terra: Elliott ha formulato la sua teoria negli anni 30-40, allora c’era il DJ, lo SP500 non esisteva. Non sono tra quelli che con Elliott pretendono di prevedere che tempo fa domani ergo il mio riferimento principe sul lungo termine non può che essere il DowJones e sinceramente trovo più naturale il vecchio Dow piuttosto che “nuovi” indici pesati a capitalizzazione dove muovendo 10 titoli si trascina tutto il listino (vedi Eni e Telecom per l’Italia). E’ corretto lo scenario in figura? Clikkate e scaricatevelo, osservatelo bene e sarete tutti d’accordo che se è corretto cari signori ciò che deve venire non è il solito scrollone ad hoc per i sedicenti professionisti della finanza (alias promotori finanziari) i quali busseranno alle vostre porte dicendovi che è tutta manna dal cielo e che potrete aumentare le vostre quote nelle loro FREGATURE (alias Fondi Comuni di Investimento), perchè le loro fregature saranno spazzate via dalla faccia della terra! Ma al di là di uno studio di Elliott ci sono le condizioni per un simile evento? Ci sono eccome, il che non vuol dire che è sicuro che accada ma ci sono altro che se ci sono. Dal 1970 con lo sgancio del Dollaro dalle riserve auree è stata inettata liquidità a valanga sull’intero pianeta, a garantire tutti bastava un acronimo: U.S.A. Bene oggi gli USA hanno un debito 30 volte superiore a quello del 1929, una bilancia commerciale PAUROSA (esportano la metà di ciò che importano), se fosse il bilancio di una qualsiasi azienda quotata, voi avreste il coraggio di comprarne le azioni??? Io No!!! Molti paesi (Russia in primis) “godrebbero” di un crash americano ma alcuni di loro (Cina e Giappone) hanno tonnaellate di dollari e Bond Americani nelle loro riserve valutarie. La vera forza degli Stati Uniti non è l’esercito (che è si il più forte del mondo) bensì un qualcosa che suona più o meno così: “ci volete affondare?…allora ci vediamo tutti in fondo al mare!”. Perchè oltre alle riserve valutarie in dollari degli altri stati gli USA contano anche su un altro fattore: sono i “consumatori del pianeta”…se li mandano a fare la fame a chi vendono i loro prodotti i paesi Asiatici? Capite dov’è il gioco? E’ comunque impossibile che il mondo continui a vivere su questo sistema economico valutario, un cambiamento epocale è assolutamente obbligatorio e la vera domanda è: ce la fanno le varie “stanze dei bottoni” a fare tutto in maniera “soft” oppure a qualcuno scapperà qualcosa di mano come nel lontano 1929? In questa domanda sta tutta la validità del conteggio Elliottiano proposto.

Dax: fine anno in bellezza?

Quello che evidenzia la figura credo che possa essere catalogato quale normale congestione da fine anno, c’è un bel test resistenziale sul vecchio top pronto a servire la base per la stessa, oltre anche a ipotetici canali questi ultimi a dire il vero buttati là. In borsa tutto può essere ma sinceramente prospettare una profonda inversione adesso oddio…immagino che le varie banche e società di risparmio gestito ci tengano a presentare risultati di fine anno senza macchie, perchè rovinarsi nelle ultime “squallide” sedute tra un panettone e l’altro? Almeno a lume di naso mi vien da pensare questo, altri spunti dai grafici daily (di tutti gli indici) in questo momento non ce ne sono. Salvo accadimenti eclatanti credo che i giorni a venire fino al nuovo anno saranno utili per fare considerazioni sui time frame più lunghi (weekly e monthly) per ricalibrare le idee di fondo. Per ora Buon Natale e Buone Feste.

2007, se Elliott e Cayce avessero ragione?

Giusto qualche giorno fa ho letto sui giornali che a causa di inaspettata tempesta magnetica solare avremmo avuto in questi giorni una più accentuata propensione alla stanchezza o alla irascibilità. L’effetto elettromagnetico dei corpi celesti è cosa misurata da tempo, è pure constatata una interazione con determinate patologie psichiche, per quest’ultime la misurabilità è meno stringente, ricordiamoci che la parte destra del nostro cervello è molto poco conosciuta a livello di funzionamento. In molti poi si sono votati alla “predizione” di eventi economici attraverso oroscopi planetari, personalmente non credo ai numeri magici di Gann ed ai cicli miracolosi anzi, un semplicissimo uso della Fourier Transform dimostra che nello spettro frequenziale di qualsiasi future non vi è alcuna particolare armonica persistente a dispetto delle altre, dunque casomai è più corretto parlare di ciclicità stocastiche e rientrando queste nella sfera statistica direi di bandire qualunque “pensata” da guru in merito. Chi era Cayce? Era un sensitivo (e di questo mi importa poco) che però relazionò la ciclicità delle macchie solari con gli eventi economico politici, era famoso per le sue “previsioni”. Wells Mandeville ne ha ripreso il lavoro ed ha appurato la consistenza dello stesso da un punto statistico: ebbene pare che all’incirca il 90% delle previsioni di Cayce si siano avverate ed anche e soprattutto quelle a lui postume. In tabella ho tratto dal libro “Il crollo economico del 2006-2007” di Mandeville una tabella con all’interno il ciclo veticinquennale di Cayce relazionato ai grandi periodi recessivi/depressivi. Bene, divertitevi a leggerla! Può benissimo darsi che la previsione per l’anno entrante rispetti (al negativo) l’infallibilità di Cayce (90%) e dunque ci dormiremo sopra notti tranquille però sinceramente pensando al mio conteggio Elliottiano di lunghissimo termine dove ipotizzo un fine ciclo a 5 onde secolare (e tremenda correzione a seguire) sono colpito dalla coincidenza di tali studi. Voglio ribadire con decisione che Elliott, Cayce e quant’altro sono solo strumenti con cui formulare scenari e forse a volte al limite del “Bar del Borsino”, operativamente un Trader (direi chiunque abbia soldi nei mercati) ha a disposizione il più semplice e banale strumento di preservazione del capitale: lo stop loss…alla faccia di tutti i guru!!! Al di là di ciò, è comunque ragionevole e corretto prendere in considerazione tutto quanto abbia una qualche correlazione verificabile coi mercati ergo per quanto mi riguarda Elliott e Cayce stanno a pieno titolo su questo blog, ma ciò non vuol dire che debba crederci ciecamente. Spero che la mia posizione sia chiara.