Attacco al promotore…

Prendo idea da uno spunto trovato in discussione nei post del Dott.Moretti per chiarire con dati veri e non solo parole la realtà del mercato azionario ed offrire al “nostro” promotore la palla al balzo per la replica. Riporto in grafico uno studio effettuato da MedioBanca che abbraccia il perioro 1928-2004. MEdioBanca ha indicizzato i corsi azionari ed i prezzi al consumo partendo dalla base arbitraria 100 che potrebbero essere interpretate come 100 lire. In alto a sinistra l’indice dei prezzi al consumo e a suo fianco i corsi azionari, si nota che le azioni “vanno sotto” la base di partenza in occasione del crash del ’29 per poi salire indisturbati (sulle azioni ho messo una scala logaritmica per pura migliore visualizzazione). Qual’è la domanda? Il cavallo di battaglia di Banche, SIM e promotori è: nel lungo termine siamo sempre vincenti. Orbene, quello che in realtà conta non è tanto quanti soldi ho in tasca bensì cosa posso comprarci…vediamo dunque (sempre ai calcoli del centro studi MEdioBanca e non già di un “polemico” trader ma proprio del settore stesso) che deflazionando i corsi azionari con i prezzi al consumo la risultante è il grafico in basso a sinistra…il longevo giovane del 1928 che ha investito 100 lire in borsa, oggi (al 2004 ma è come se fosse oggi), nonostante i meravigliosi Tori avuti nei listini, ha perso quasi l’80% di ciò che aveva 70 e passa anni fa!!! Ha un portafoglio con un bel pò di lire perchè l’adeguamento monetario all’inflazione gli ha gonfiato la tasca ma sostanzialmente oggi compra un quinto di quello che poteva permettersi allora. Se il longevo signore avesse reinvestito tutti i dividendi percepiti la situazione sarebbe un pò meglio (grafico in basso a destra) perchè oggi avrebbe triplicato il suo capitale al ritmo medio del 2,8% annuo ma osservate bene le curva: non c’è una costante valorizzazione del capitale, la curva è molto instabile e (e questo è il fatto peggiore) in ben 2 decenni è sotto la base cioè se il nostro amico ad esempio nel 1980 avesse avuto bisogno di liquidità e dunque innescato un procedimento di disinvestimento avrebbe perso soldi! E tutto questo investendo nel 1928!!! Che succede se un fantomatico “promotore” incontrando un cliente gli avesse fatto investire nel 1964?? Guardate il Deflazionato con reinvestimento dividendi (Defl.TotalReturn)..avrebbe atteso 30 anni prima di riavere lo stesso potere d’acquisto del capitale affidato al poco “matematico” promotore dei ruggenti anni 60! Da tutto ciò caro Dott.Moretti si evince una cosa indiscutibile: se non sai quando è il momento di comprare e quando è il momento di vendere non c’è azione, fondo attivo, ETF e qualsiasi prodotto una Banca o SIM possa inventarsi…nel lungo termine sei fritto!!! Allora buon Moretti ti lancio la palla e ti chiedo perchè nel 2000-2003 (e purtroppo ancora oggi) nella vostra categoria c’è chi va in giro a sparare questa bufala del “lungo termine sempre vincente”, perchè le stesse Banche e SIM (mi giunge voce) impongono ( o lo hanno fatto) a voi di piazzare determinati strumenti in maniera sconsiderata? Uno come te, che crede nel suo lavoro e ritiene di poterlo fare onestamente e profittevolmente per il cliente (e logicamente anche per te) come tiene conto di questa inoppugnabile verità matematica che ho appena mostrato? Può dunque adesso il risparmiatore al sentirsi arringare il “diabolico finto postulato del lungo termine” chiudere seraficamente la porta in faccia al “soldatino” della Banca di turno??
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