Il Mattone in azione.

L’idea del nostro promoter su mattoni e mattonate in borsa…

Ho letto il post sugli immobili e…… sono perfettamente d’accordo.
Mi farebbe piacere darvi anche il mio punto di vista.
Sono più di un anno che sconsiglio i miei clienti sull’acquisto di un immobile. “Per forza”, penserete voi, “se compra un immobile disinveste i soldi e addio portafoglio”. Invece il mio consiglio si basava, e si basa, su una considerazione di corsi e ricorsi: cioè che la storia si ripete.
Generalmente in fase azionaria rialzista il mercato immobiliare cala e sale in fase azionaria ribassista. Un esempio recente è il 2000/2001.
Secondo me c’è una spiegazione puramente speculativa.
Partiamo dal fatto che i due mercati (azionario e immobiliare) sono molto legati fra loro e, in ambedue, i “big” fanno i soldi e il “parco buoi” ci si dissangua.
Quando i mercati azionari toccano livelli altissimi i “big” escono ed entrano nell’immobiliare (a prezzi di saldo). Nel frattempo il “parco buoi” entra nell’azionario e, con la sua domanda, non riesce a colmare l’offerta di titoli dei “big”, conseguenza: il mercato azionario cala (o crolla).
I “big”, quando spostano la liquidità sul mercato immobiliare riescono, tranquillamente, a saturare l’offerta, quindi, a mercato saturo, i prezzi cominciano a salire.
A chi verranno venduti, successivamente, gli immobili? Provate ad immaginare cosa farà il piccolo investitore che è stato preso a schiaffi in borsa…..andrà a cercare salvezza nell’unico bene rifugio che conosce: il mattone.
Molti “big” rifilano le case non solo con la “compravendita” canonica ma tramite i fondi immobiliari.
Con i soldi che ricavano dalla vendita del “mattone” i “big” rientrano (piano, piano) nei mercati azionari a prezzi di saldo…… e il ciclo continua.
Questo, ovviamente, è lo scenario come lo vedo io e su questo mi baso per dare un “suggerimento” ai miei clienti.

Saluti.

Moretti

pf_risponde@hotmail.it

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3 Risposte

  1. si ma allora se è vero che le case scendono di prezzo quando la borsa va bene,rapportando il tutto ad oggi,italia,figuriamoci quando la borsa andrà male!
    che succederà se nel 2008 gli usa vanno in recessione?qui le case salgono sempre e costantemente e la gente non è più in grado di comprare casa in città a menochè non abbia di famiglia più che discrete risorse (su una casa di 80Mq a milano,prezzo 400000€,l’anticipo è sui 100000€).
    Se continuano a salire ora che la borsa va bene,e da anni va bene,poco poco si inverte il trend che succede,addio casa a tutti??

  2. Partiamo dal concetto che la domanda non è infinita, ma ha un limite. Quando l’offerta supera la domanda il prezzo di equilibrio scende, cioè va a fissarsi nel punto in cui la domanda pareggia l’offerta. Vedere la casa come un investimento, oggi, è un po’ dura. Mantenere una casa costa dei bei soldini e gli affitti non possono essere alle stelle sennò si rischia che non vengano pagati. A livello personale ho fatto un rapido calcolo e ho visto che, rapportando gli affitti netti (tolta l’ici e l’irpef) con il valore commerciale dell’immobile, il rendimento non supera il 2,50%. Non mi sembra esaltante, considerando che la casa, comunque, potrebbe aver bisogno di interventi (idraulici, elettrici ecc…).
    Se nel 2008 gli USA vanno in recessione non è detto che l’effetto domino coinvolga pesantemente anche l’Europa. E’ già stato dimostrato che il i mercati leader non sono più quelli americani, ma quelli asiatici (Shanghai docet). In Asia la bolla speculativa immobiliare è in pieno trend positivo. Basti pensare che AIG ha in offerta un fondo “real estate” che negli ultimi sei mesi a reso circa il 16/17%.

  3. Teniamo presente che la bolla attuale è stata innescata dallo stesso Greenspan portando i tassi a livelli che da 3 decenni non si vedevano…il suo intento era di evitare agli USA una ben più profonda recessione di quella avuta. Il fatto è che in pratica si è risolto un problema non già cercandone le cause strutturali (crisi valutarie e bilancia commerciale, globalizzazione etc.) bensì letteralmente “drogandolo” e incentivando a dimisura il consumo folle….tanti hanno contratto mutui visti i tassi bassi e non solo per comprare case ma per comprare di tutto (magari ipotecando le case già in possesso). L’America ha solcato il limite del buon senso sociale, è passata da un capitalismo già sofferente ad un “consumismo” pauroso e prima o poi si pagano i conti. Guardate anche qui da noi (fulcro storico della cultura del risparmio), siamo bombardati da pubblicità di società di prestiti, tutto è rateizzato all’inverosimile addirittura inizi a pagare fra sei mesi…ma come si fa a non avere occhi per capire che è proprio questo il campanello d’allarme? Se come venditore ho necessità di far pagare fra 6 mesi il mio prodotto altrimenti nessuno se lo “fila” vorrà o no dire che la gente di soldi in tasca non ne ha più? Alla fine il giochino si rompe…

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