Dow’s gambling!


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Lo scenario presentato nel precedente post è quello accademicamente più corretto, ovvero laterale di onda 4 in xwy e attesa per nuovi top. Sarà sicuramente così, ma avere un solo conteggio mi turba l’anima ed allora tra le sudate carte ho estrapolato finalmente una valida alternativa che giustappunto considero alternativa. Partiamo dai quadrati che ho disegnato, Glenn Neely dice che non si possono considerare di pari grado onde troppo diverse in termini temporali, in particolare dice che un’onda è del grado della precedente se “in prezzo o in tempo” dura almeno un terzo di quella che la precede. La nostra serafica onda 4 del post precedente ha in termini temporali ampiezza consona alla onda 3…ma avrebbe anche ampiezza consona a tutto quanto ciò che parte dai minimi ovvero la somma temporale di onda 1, 2 e 3! Stiamo dunque confondendo i gradi frattali? Creiamo dunque un conteggio “temporalmente” corretto per Neely e portiamo alla luce questo sopra: il conteggio viola. Il viola ha una onda 5 in failure ovvero non raggiunge (per un manciata di tick) ulteriori top. Adesso verifichiamo in time frame inferiori se l’ipotesi può reggere.
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Abbiamo qui sopra il Dow Jones orario, vediamo il failure di onda 5 (addirittura doppio perchè ci sarebbe un failure anche all’interno dell’onda 5 stessa!!!) e poi la stilizzazione blu che riprende l’ipotesi proiettiva già mostrata nella grafica iniziale. La 1 blu è una cosiddetta “diagonale d’inizio”, vedete 5 onde in overlap, è una eccezione di impulsiva, capita molto spesso nei finali di onda 5 (c’è n’è uno piccolino proprio sull’onda 5 rossa), capita nelle onde A ma, seppur con probabilità bassa, può occorrere anche nelle onde 1. Oltre essa una 2 blu in corso (per ora un flat irregolare ma potrebbe variare forma..). Dunque sui time frame inferiori l’ipotesi del conteggio viola può reggere…ma per quanto?
Beh…questa 2 blu non può certo durare molto ancora, 1 o 2 giorni al massimo, per tali date il mercato avrà sicuramente tracciato prezzi tali che elimineranno tale “costruzione alternativa” o ne daranno conferma. Inutile dire che se tale acrobatico scenario è quello giusto si preannunciano estensioni ribassiste non indifferenti…ricordando sempre che abbiamo scenari di medio termine che scadono occorre avere molta prudenza.
Uno spartiacque? I minimi della lateralizzazione che sulla figura daily sembra apparire non devono essere oltrepassati se non al massimo per veloce caccia agli stops, anche se, secondo me, se è verso nuovi top (scenario ufficiale) che dobbiamo andare a questo punto indietro non dovremmo tornare. Occhio dunque alle prossime sedute, sono molto nevralgiche e ricordatevi la tecnica di entrata sulle Trading Range che ho mostrato l’altro ieri, quella sarà il tie break per discernere tra gli scenari in gioco.
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Dow Misterioso?


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Nello scorso articolo riguardante lo SP500 feci menzione di un conteggio complesso di correttiva, sebbene dentro a tali marasma è molto difficile dove inizia e dove finisce un’onda direi che in linea di massima è lo scenario attualmente più affine a ciò che ci viene proposto dai mercati. L’ho semplicemente traslato qui sopra sul DowJones il quale non si discosta per nulla dalla filosofia di fondo. Il maggior brio rialzista che ha mostrato il Nasdaq mi induce a pensare che il conteggio sia appropriato e che dunque quale che sia il pattern finale (wxy o wxyxz) dovremmo assistere ad un nuovo top ovvero ad un proseguimento. Una cosa mi lascia però perplesso: la durata di questa ipotetica onda 4…tutto può essere ma certo non è che si può chiamare “breve”, potrebbe essere una correzione di grado maggiore ed allora il conteggio rosso è da scartare e forse dovremmo considerare tutto il rialzo qui in figura come una sorta di onda 1, in questo caso avremmo praterie rialziste da solcare. Voglio però mettere in campo un qualcosa che esula da Elliott e cioè una tecnica di trading robusta ovvero l’uscita dalle trading range che sotto riporto stilizzata: certo che si può prendere posizione anche all’interno di una Trading Range ma ai fini elliottiani mi serve questo approccio per avere una scialuppa di salvataggio…adesso teoricamente il minimo di ieri non dovrebbe essere oltrepassato, a meno che questa onda Y in realtà sia orfana di un ulteriore anche minimo affondo magari anche solo per la caccia agli stops. Bene, che facciamo se l’analisi Elliottiana è errata ed il mercato prende la direttissima al ribasso? Dovremo stare molto attenti ad eventuali falsi break da stop running ed un modo robusto per salvarsi (quasi sempre) il sedere è attendere sempre e dico sempre il test all’indietro della Trading Range, il test serve alle mani forti per vedere se c’è qualche disperato che compra, quando sono sicuri che la domanda è sparita allora danno fuoco alle danze per il ribasso. Questo è un modo per star fuori da eventuale caccia agli stops…funziona sempre? Certo che no e inoltre a volte si è costretti a vedere il mercato volare via senza nessun test all’indietro..eehh..che ci volete fare, si prende quello che passa il convento! Perchè questa little lesson su entrate e soprattutto perchè focalizzata su un eventuale retromarcia del mercato? (anche se in stilizzazione l’ho creata per un entrata long..) Perchè sti conteggi di Elliott mi sembrano troppo bellini e perfetti….saranno pure giusti ma…in campana…ho reso il concetto?

AAA Competenza cercasi.


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Buongiorno Blog’s People!
Intanto vi vorrei ringraziare per le decine di mail che state inviando a “Pf risponde” molte scritte dal, cosiddetto, “popolo silente” cioè da quelle persone che leggono ma non ntervengono, direttamente, nel blog. E’ una cosa che mi piace, poter essere d’aiuto.
Partirei con una domanda: cosa manca, essenzialmente, nel “sistema risparmio”?
Mi sono posto la domanda e mi do anche la risposta (alla Marzullo): la competenza.
In un mondo finalizzato alla vendita del prodotto è, purtroppo, difficile trovare persone che perdono tempo nella lettura (o studio) dei prospetti informativi. Si guardano le caratteristiche positive (quelle di vendita) e si saltano quelle negative. Si prospettano, al Cliente, scenari eternamente positivi dove, con quel prodotto, guadagnerà l’impossibile e poi ci si “tutela” con un trafiletto piccolo piccolo nel quale si dice che “i rendimenti passati non sono garanzie di quelli futuri”.
Generalmente nei prospetti vengono inserite 3 possibilità: quella bellissima, quella statica e quella un po’ negativa…..salvo, poi, dire a voce “tanto questa non è possibile che avvenga”.
Vi siete mai trovati in un ufficio delle Poste Italiane, spero per voi a fare una raccomandata, e “carpire” le conversazioni fra l’addetto agli investimenti e il potenziale cliente? Io ho sentito vendere delle index “con il 7% garantito” senza spiegare che quel 7% il cliente lo avrebbe preso alla scadenza (e non anno per anno)……cioè dopo 6 anni.
Le Poste…..quando nacque Bancoposta mi offrirono (mentre ero in fila allo sportello) il 14,6% netto all’anno…..solo dopo aver fatto ripetere per tre volte la stessa cosa all’addetta (che fino a 2 ore prima consegnava le lettere…) le ho detto che forse si confondeva un attimino….che forse era l’1,46% netto. Io mi domando in quanti hanno fatto Bancoposta con quella “signorina” credendo di percepire il 14,60%???? Era talmente convinta di quello che diceva che quasi ci credevo anch’io.
Le Poste….partirono dando il 2% lordo e raccogliendo un sacco di liquidità dai clienti….poi hanno abbassato il tasso allo 0,50% e hanno impiegato quella liquidità per “piazzare” le loro obbligazioni strutturate (costi impliciti del 3% quasi mai detti al cliente) prospettando al cliente guadagni da paura e che, alla fine, renderanno meno di un BOT. Hanno aperto migliaia di conti correnti senza dire al cliente che non poteva andare in “rosso” neanche di 1 centesimo. Quante persone conoscete che non possono più emettere assegni perché sono stati protestati per qualche (e ripeto qualche) euro? Ma l’incompetenza degli addetti è ben combinata con la “fame” da rendimento dei clienti (Parco Buoi?). L’altro giorno un mio cliente voleva disinvestire una certa somma perché (udite, udite) alle Poste gli offrivano un’obbligazione (capitale garantito) a 6 anni che rendeva il 7% all’anno…..sono rimasto pietrificato. “Allora prendiamo un mutuo”, gli ho detto, “e li investiamo lì”. Alla fine, dopo aver scaricato il prospetto dell’obbligazione (quella sull’energia alternativa) e avergli spiegato le reali condizioni, i soldi sono rimasti dove erano ed il cliente è andato via bestemmiando perché aveva già in mente quella cedola……
Chiudo con un aneddoto.
Una “possibile” cliente mi disse: “Io i soldi li tengo alle Poste”.
Io risposi: “Allora da domani viene da me a fare le raccomandate?”
Lei di rimando: “Ma che dice…..voi mica siete le Poste!”
Io a chiusura: “Appunto”.

Con affetto il vostro adorabile promotore di quartiere.
Dott.Moretti

Should you invest in Commodities?


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Proseguiamo oggi con la rubrica “Sopravvivenza”, sempre prendendo come spunto l’ipotesi peggiore e valutando in una analoga situazione, la grande depressione, cosa avvenne, alla ricerca di un idea del “cosa fare se…”. Torno a precisare che formulare scenari buii non è una sorta di catastrofismo, in qualunque attività umana dove sia contemplato il futuro è d’obbligo nella visione dello stratega avere sempre una via d’uscita a tutto. In Fisica si contemplano modelli ed i loro opposti, un ponte sospeso su un dirupo, anche il più moderno architettonicamente ed ingegneristicamente è sottoposto (al computer) a simulazioni di eventi estremi, la finanza non esula da questo. Se poi il futuro sarà roseo tanto meglio, non è questo il punto, il punto è: vogliamo imparare qualcosa o vogliamo continuare a baloccarci con le idee da Parco Buoi che tutto va sempre ben madama la marchesa? La domanda di oggi è: in caso di crisi finanziaria dovrei investire in commodities? Credo che la figura sopra sia inequivocabile, non c’è bisogno di perder tempo a spiegarla, è chiaro che in un momento di crisi dove vacilla la capacità di acquisto della popolazione, qualsiasi bene, anche i primari, tendono a perdere valore. E’ ovvio, anche chi li vende deve campare…se lo vuole fare deve alla fine andare incontro alla domanda. Colgo dunque l’occasione per ragionare su una tematica che mi è stata sottoposta giorni fa da un lettore, la domanda fu questa: “sono entrato nell’azionario, ho paura che storni, posso coprirmi con le commodities?”. Primo, se uno ha paura che storni il mercato allora perchè vi ha fatto ingresso? Mi è sembrata la classica entrata alla “viva il Parroco” ovvero “i mercati salgono, non posso stare a guardare, entro nel banchetto anche io…oddio e se ora mi gira contro?”, tipico da Parco Buoi. Poi arriva l’alzata d’ingegno intellettuale, il colpo dell’erudito…”mi copro in commodities”, tutto questo in base a ingarbugliate correlazioni macroeconomiche cicliche etc. etc. Sarò acerbo di politiche di portafoglio ma sinceramente non capisco come per preservare le mele dalla muffa la soluzione sia comprare anche un cesto di pere! Un investimento, qualunque sia, deve, entro termini ben definiti di tempo e con rischio valutato a priori (inteso come stop loss), portare ad un guadagno, punto e basta! Diversificare secondo me è andare a cercare opportunità…tra i peggiori nemici dell’investitore vi è l’ innamorarsi di un singolo mercato, è palese, ma se le mele domani scadono io le vendo o le mangio, non le sto a guardare marcire con accanto un nuovo cesto di pere! Tornando alle commodities, appare evidente in figura che casomai se c’era un’operazione da fare all’epoca sul mercato delle materie prime era quella di posizionarsi al ribasso..altro che coperture! Naturalmente ciò implica la capacità e la competenza di un Trader nel gestire l’operazione, ergo credo si evinca il fatto che non è roba che si improvvisa dal giorno alla notte come del resto credo risulti dimostrata la bufala del “se tutto va a rotoli le commodities mi proteggono in quanto al mondo c’è sempre bisogno di mangiare”, qui sopra ho preso commodities alimentari, ma il discorso di fondo vale (e fu vero allora) per tutte.

Should you Invest in Bond?


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Apro una rubrica sul “cosa fare” e la intitolo “Sopravvivenza” non per una sorta di catastrofismo, semplicemente perchè il mondo è pieno di tentativi di predirre il futuro ma ciò che poi realmente conta è sapere cosa fare nel caso l’ipotetico futuro prenda corpo! Ormai chi ha spulciato il blog sa che ho degli scenari Elliottiani di lungo termine tutt’altro che rosei, per me sono solo scenari, nessuna certezza e questo spero di riuscire a trasmetterlo, in ogni modo li archivio ed hanno un suo dignitoso posto, il fine qui non è predirre il futuro, il fine qui è capire il più velocemente possibile dove sta andando il presente! Sarà una rubrica aperta, nel senso che spero coinvolga tutti, io stesso prendo come spunto un libro di R.Prechter “Conquer the Crash” per trattare gli argomenti…ergo vorrei che fosse un vero e proprio “laboratorio” più che un mio monologo. L’assunto di fondo è: se finiamo in una profonda crisi finanziaria cosa è meglio fare o non fare? Oggi parliamo di un caposaldo dell’incultura popolare: i Bond! Si pensa cioè che avere i soldi nei Bond sia averli in cassaforte..niente di più falso! La figura sopra mostra il DowJones40-Bond Average nel periodo tra il 1915 ed il 1934. La figura rappresenta una media e non tiene conto che molti dei Bond allora sul mercato (Junk Bond = Spazzatura) furono rasi al suolo, non solo, non è nemmeno detto che un Bond dal rating AAA rimanga tale! Ma c’è un qualcosa che il grafico ci dice in maniera inequivocabile: posso mettere tutti i miei risparmi su tali strumenti? Ammettiamo pure di avere il Bond AAA migliore del mondo, soldi in botte di ferro, è crollato di quotazione? A Scadenza riprendo tutto lo stesso (nel libro si parla di Bond trentennali)…appunto: a scadenza! E se improvvisamente avessi assoluto bisogno di liquidità? Il grafico è impietoso e ci dice che saremmo costretti a vendere i nostri bond a prezzi stracciati! Si torna al solito discorso che il Dott.Moretti evidenzia egregiamente nel suo pensiero: oltre allo strumento di investimento è vitale anche sapere quali sono le esigenze particolari legate a quei soldi accantonati! Ed il tutto ammesso che abbiamo oculatamente scelto un Bond AAA destinato a rimanere tale! Ergo credo che la filastrocca “con un Bond sei al sicuro” sia smentita. Prechter fa notare una opinione personale riguardo alla scadenza di tali strumenti, egli dice: man mano che i prezzi cadono, gli interessi crescono (seconda figura) ergo se hai long-term bond sei bloccato nella sola parte dei “prezzi calanti” dell’intera equazione (If’ you’re in long term bonds you’re stuck with only the “falling prices” part of the equation), secondo lui invece avere short-term bond ti permette mediante eventuali rollover di spostarsi continuamente su strumenti ad interessi più alti.
Bene, tra gli aficionados del blog vi sono esperti di materia, molto più di me che non trado tali strumenti, dunque si dia inizio al “Laboratorio”!

Banana for ever!


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Mi espongo al giudizio universale…si perchè qua in Italia siamo tutti allenatori di calcio, tutti super guro “de borsa”, tutti animali da borsino…fino a che analizzi Wall Street passi, quando parli del “Banana” hai l’Italia intera a soffiare sul collo!!! E allora vediamolo sto Banana mensile, come ho già detto ieri il banana è l’indice che digerisco meno, altro che teorema di Fermat!!! E’ un enigma egizio! Io l’unica cosa che riesco ad arrabattarci sopra un pò “elegante” dal punto di vista Elliottiano è questa che vi mostro…e proprio perchè è l’unica la prendo con dovute molle…a me piace avere alternative, quando ho davanti una solo scenario ci sento puzza di “previsione del futuro”…ahi ahi quanto fa male giocare a fare i veggenti in borsa. Dunque in due parole vi ho già messo in guardia da me stesso, se nemmeno io che lo creo ci metto le mani sul fuoco spero bene che non vogliate mettercele voi!!! Però questo il Banana ci passa e questo archiviamo come scenario ipotetico…poi siamo su un mensile ergo non è che si opera qua..a meno che non vogliate stop loss monumentali!!! Qualche opzione lontana si…quelle si..economiche però…economiche.

Il Banana


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Il mercato nostrano qui sul blog è soprannominato “il Banana” e dunque mi adeguo di conseguenza al pubblico. Il Banana è un mercato rionale, dove o conosci bene gli ambulanti o ti fanno fesso all’istante…è tra i peggiori su cui ragionare di analisi tecniche varie. Quello che è salito da metà marzo mi sembra in 5 onde, in accordo col fatto che il trend di lungo è Bull e dunque le impulsive devo stare da questa parte, certo a forza di impulsive prima o poi si deve calare il sipario ed infatti è tempo che dico che giugno sarebbe stato un mese importante…attenzione, ho detto importante, con elevate probababilità di inversione. Per ora il timing di una fermata è stato centrato, adesso iniziamo a far due conti su ciò che è sceso giù. O il Banana è tipo da farsi egregiamente gli affari suoi oppure la parte discendente non ha alcuna possibilità di vedersi incastonata in un conteggio impulsivo…e se il tutto parte col piede “correttivo” implica che si vada pure dove si vuole ma alla fine è all’insù che si deve tentare di ritornare. Il Banana mi offre una miracolosa canalizzazione discendente…non è da tutti i giorni, non è stato avaro a sto giro! Lì dentro per ora il massimo che riesco a fare è vederci degli zig-zag (a-b-c) intervallati da onda X, in pratica quello che Elliott contempla come double o eventualemente triple zig-zag. Saremmo su un’onda Y, se è double è l’ultima e poi si riparte, se è triple ci fa un’altra bella finta con una X e si va a raschiare il barile con onda Z, ho inserito la consueta stilizzazione in basso. Se al Banana gli basta fare la Y per ripartire allora il top di onda 1 cade sul 50% di ritracciamento dell’impulsiva rialzista a 41650 (qui siamo sul future), il minimo ultimo di 9 giorni fa cade a 41920…allora area 41650-41920 è un bel supporto. Se invece il Banana intende scivolare ancora su delle bucce (di Banana anch’esse??) e farci pure l’onda Z allora teniamo conto che la trend che sorregge tutto il rialzo partito dal 2003 per questo luglio passa intorno ai 40300. Il conteggio proposto (la parte destra..cioè quello attuale) sarebbe salutare continuasse a muoversi dentro le canalizzazioni…mi riferisco alla più bassa, se va oltre la alta è chiaro che è finita la figura….altrimenti davvero il Banana come al solito ci lascerà “analiticamente” di stucco. Vai Banana!!!