IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI: HONG KONG

Hong Kong

Buongiorno Blog’s People!
Stavolta decidiamo di non spostarci più di tanto, infatti traslochiamo la “truppa” nella vicina HONG KONG.
“Almeno l’indice è conosciuto e non mi ci vuole una settimana per digerire il jet lag” , ulula Hyper dalle retrovie che, non sopportando gli spostamenti aerei, aveva già pronto il “sacchettino”.
Ma tralasciamo l’umore dei “viaggianti” e dedichiamoci a quanto di interessante ci può dire questa “terra di mezzo”, il cui nome significa: porto profumato.

UN PO’ DI STORIA

I piccoli villaggi di questa lingua di terra vennero conquistati dalla Gran Bretagna nel 1841 (alla fine della Guerra dell’Oppio) e vennero (formalmente) ceduti, temporaneamente, alla Corona con il trattato di Nanchino nel 1860 (l’isola di Hong Kong e la penisola di Kowloon). L’accordo prevedeva che il 1 luglio 1997 tutto il territorio sarebbe ritornato sotto la Cina, diventando una Regione Amministrativa Speciale (secondo il principio di “un paese, due sistemi”). Il controllo cinese terminerà nel 2047.

CENNI ECONOMICI

Il tasso di crescita del PIL è del 5,9%, un PIL in crescita costante (il pro-capite è aumentato del 60% dal 1999), il tasso di disoccupazione è in costante diminuzione e, dato secondo me importante, il 74% della popolazione è nella fascia di età fra 15 e 64 anni, con un’aspettativa di vita alla nascita di quasi 82 anni. Altro dato importante: nel 2002 aveva un tasso di alfabetizzazione di oltre il 90%.
L’economia di Hong Kong è dinamica e profondamente legata al commercio internazionale. L’importanza del commercio internazionale è testimoniata dal numero di consolati presenti sul territorio di Hong Kong: nel mese di giugno 2005 vi erano 107 consolati e consolati-generali, più che in qualsiasi altra città della terra. Persino New York, sede delle Nazioni Unite ospita solo 93 consolati. Hong Kong riveste un ruolo d’importanza internazionale anche nel settore bancario. Il sistema economico è uno dei meno regolati al mondo.
Hong Kong dispone di limitati quantitativi di risorse naturali, derrate agricole e materie prime e di conseguenza il superiore fabbisogno rispetto alle esigenze di consumo e di produzione deve essere coperto tramite importazioni. Hong Kong ha da sempre legami economici e commerciali con la Cina. Nel 2001 il settore dei servizi rappresentava l’86,5% del PIL. Il territorio di Hong Kong grazie ad ottime infrastrutture e ad un sofisticato settore bancario attira gli investimenti di numerose imprese multinazionali.

FONDI, ETF & CERTIFICATES

Troviamo una postazione internet e facciamo la solita ricerca su Morningstar. Ecco, in sintesi, i risultati:

FONDO R medio
DS
SHARPE
R-quadro
BETA
ALFA
TREYNOR
ABS ASIA AM Greater HK USD
35,75% 16,13% 1,74 53,66 0,88 9,34 35,68%
HSBC GIF HK Equity A USD
35,75% 13,37% 2,11 90,31 0,99 6,57 31,71%
JF HK Fund A USD
33,70% 15,16% 1,76 88,14 1,11 2,21 26,44%

Da una prima rapida occhiata salta all’occhio come il fondo di ABS abbia il miglior indice di Treynor….. ma, in questo caso, poco ci interessa, infatti con un R-quadro di 53,66 il beta del fondo (0,88) conta meno, molto meno, rispetto a quello di HSBC. Tra l’altro il fondo di HSBC è quello con l’indice di Sharpe migliore e con la volatilità più bassa. Sembra che ABS si prenda troppi rischi operando fuori dal campo benchmark e, effettivamente, il beta 0,88 sembra poco credibile.
In buona sostanza: mercato volatile (non adatto alle coronarie del Bot-People), ma supportato da buoni indicatori di crescita..
Per completare la panoramica l’Ammiraglio Scaurus vi parlerà di Etf e certificates.

Doc Moretti

LA VALUTA: DOLLARO DI HONG KONG

Il Sottotenente Ardat nel suo blog ci illuminerà sulla moneta locale confrontandola con Euro e Dollaro.

L’INDICE: HANG SENG

indice hang seng

L’indice di Hong Kong ha sicuramente fatto una ottima performance nell’ultimo quinquennio. Che il futuro passi per l’oriente, per quanto opinabile possa essere, è molto probabile, ma, un grafico resta sempre un grafico. L’indice è uscito dalla canalizzazioni ed ha innescato una figura iperbolica, tutta salute certo, ma la volatilità è talmente elevata che secondo me qui un raffreddore provoca uno sterminio. Tra l’altro tale configurazione è pure assimilabile al cosiddetto Buying Climax, tutti comprano tutto, tipicamente anticamera dell’Orso. Magari continuerà a volare per i prossimi 5 anni…ma credo che al mondo esistono mercati più “stabili” su cui guadagnare serenamente, io qui, sul lungo termine, non metterei un centesimo, in quanto con tale avanzata alle spalle è praticamente non quantificabile il rischio e siccome trading per me non è sinonimo di azzardo tutto ciò è quanto basta per tornare a guardare l’Hang Seng tra 3 o 4 anni.

Ing. Bertolino

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5 Risposte

  1. […] Approfondisci su Hypertrader  […]

  2. Per Alex e Adriano: nel momento in cui parte l’ultimo tiro, ci mettereste qualcosa per due o tre mesi ?

  3. Ciao Red.
    Con “mettere qualcosa per due o tre mesi” cosa intendi?

  4. comprare un ETF od un comparto, anche se so che per te gli investimenti sui fondi sono a tempi medio-lunghi, e tenerlo fino alle prime avvisaglie del tonfo

  5. Ciao Red39.
    L’idea migliore sarebbe quella di costruire un “portafoglio” che sia abbastanza valido per tutte le stagioni. Non esiste “un’unica medicina”. Il medico prescrive in base ai sintomi del paziente.
    Difficilmente “proporremo” qualcosa anche perchè potrebbe andare bene a te e essere deleteria per altri.
    Se già ti affidi ad un consulente il consiglio è di chiamarlo e di verificare insieme a lui quali sono le tue esigenze. Stabilite quelle create una piramide di liquidità…ecc ecc….
    Se poi vuoi scrivimi una mail.
    Ripeto: non mi (ci) va di farlo nel blog perchè gli investimenti sono PERSONALI.
    Saluti.

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