SUBPRIME, DOLLARO E PETROLIO…… FUTURO SOTT’OLIO?

futuro giallo

Buonasera Blog’s People!
Oggi il vostro “PF” di quartiere si è sorbito (molto felicemente) 2 ore di incontro con Fidelity.
Quali sono le “informazioni” che ho riportato a casa? Molte ed interessanti. Vediamo di sintetizzarle.

Questo è il momento più importante dell’anno, in quanto arrivano, e sono arrivate, moltissime informazioni: trimestrali e outlook. Ancora una volta la farà da padrone una parolina che abbiamo imparato, nostro malgrado, a conoscere: subprime. Infatti sono uscite le trimestrali delle banche che, udite udite, hanno avuto risultati migliori delle attese…..poi, una volta usciti i report, hanno integrato con altre comunicazioni riguardanti le svalutazioni da “subprime”. Questa mancanza di trasparenza ha innervosito, non poco, i mercati. Hanno svalutato per circa 30 miliardi di dollari ma, ancora, risultano averne in “corpo” 400 miliardi…..
La crescita dei mercati
I mercati crescono per due fattori importanti: gli utili e la liquidità. Nell’ultimo quinquennio gli utili sono aumentati di circa il 12% annuo (+50% rispetto alla media precedente) e la liquidità non ha destato particolari problemi (anche per l’abbassamento dei tassi).
Cosa succederà ai mercati nel prossimo futuro?
Nel breve (18 mesi) continuerà una crescita legata molto ai paesi emergenti. Assolutamente niente di positivo sugli USA (in generale) e view “negativa” sul mercato obbligazionario a causa delle aspettative di aumento dell’inflazione.
Oltre i 2 anni situazione ancora meno rosea….. si faranno sentire gli effetti dell’effetto leva (nel mondo circa 360.000 miliardi di USD contro un PIL globale di 50.000 miliardi…., quindi una “leva” di oltre 7 volte) e l’indebitamento “privato” che, negli USA, ha un rapporto di 120 dollari di debito ogni 100 di reddito….. Molto probabile che si fermerà la crescita economica. Anche ad un tempo superiore ai 2 anni non ci sono visioni positive per gli USA. Probabile riequilibrio dei portafogli con azionario sottopesato.
Petrolio
Se l’oro nero dovesse superare i 100 Usd al barile (e stare sopra tale soglia per qualche tempo, creando una resistenza) molto probabile che i mercati finanziari reagirebbero molto male. Ma la “tendenza” dovrebbe essere quella di tenere il prezzo sotto i 90 Usd.
Negli anni aumenterà il consumo “pro capite” di barili, già oggi la domanda ha superato l’offerta, e, in previsione, si arriverà ad un allargamento di tale forbice nel futuro. Partendo da questa considerazione, e tenendo conto che nel 2015/2020 prenderanno campo le energie alternative, conviene puntare su quei paesi “ricchi” di petrolio (Russia, Venezuela, Messico, Australia per esempio).
Dollaro
La svalutazione della moneta americana è voluta dagli USA per incrementare le esportazioni. Ci sono dei freni, però, a questo aumento della svalutazione.

1)l’eccessiva svalutazione porterebbe (ma già ora succede) gli USA ad “importare” l’inflazione nell’approvvigionamento delle materie prime;

2)le banche asiatiche….solo la Cina ha 1.200 miliardi di Usd di riserve (corrispondenti al 60% del debito pubblico americano). Se ci fosse un’eccessiva svalutazione potrebbero chiedere al Governo americano di “ripianare” le perdite con gli interessi…. ma questo è impossibile, più probabile che vengano scambiati “favori” commerciali;

3)l’Europa. Un Euro così potente non è certo “vantaggioso” (per noi). In Europa ci sono due “schieramenti”: la Germania che, esportando beni industriali in monopolio, ha tutto l’interesse ad avere un super euro e l’asse Franco-Italica (esportazioni basate sui beni di lusso, quindi molto legate ai prezzi) che spingono per un indebolimento della moneta europea.

Possibile aspettarsi, comunque, un ulteriore indebolimento del dollaro (1,48/1,50) per poi, in futuro, ingabbiarlo fra 1,35/1,45, quindi riducendone la volatilità.

Questi, in soldoni, sono i punti fondamentali della “discussione”. Ovviamente non è il “verbo” ma, sicuramente, dei validi punti di vista supportati da ottime motivazioni. Poi ognuno tragga le sue conclusioni e operi come meglio creda.
Con affetto, il vostro adorabile promotore di quartiere.

Doc Moretti

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4 Risposte

  1. Certo che se queste sono le premesse è dura consigliar asset allocation oggi…di solito per i fondi il tempo di aspettativa minimo sono dai 3 ai 5 anni…se non ho capito male qui tra 2 anni diluvia allora forse tanto vale vivere alla giornata e riuscire a spizzicare qui e la…per ciò che riguarda gli emergenti penso che in zona asia dopo l’orsetto di questi giorni si sia già presentata una discreta occasione per iniziare ad accumulare qualcosina…eviterei però la Cina e mi dirotterei su Singapore…e tutto sommato l’India che mi sembra quella che abbia tenuto meglio. Saluti a todos

  2. DANIELE, sei fuori, mi dispiace, come mi hai seguito con i chf e sei felice, seguimi anche sulla cina e russia in accumulo, li’ sara’ il massimo, se non lo fai: chi e’ causa del suo mal, pianga se stesso, aaaaaaaaahhhhhh

    MORETTI, hai fatto gli auguri al guru? ahhhhhhhhhhhhhhhhh

  3. L’orsetto asiatico che avete visto ha delle motivazioni particolari. Una su tutte il “dietrofront” del governo cinese sulla possibilità data ai cinesi di poter comprare fuori dalla Cina (borsistcamente parlando).

  4. Ciao mitico crash!
    certo che ho fatto gli auguri al guru…..ci mancherebbe!
    RUSSIA RUSSIA RUSSIA…..ed EMEA (se non sapete cosa è fate ricerca sul blog) 😉

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