IL PUNTO DEL CAOS

il punto del caos

Buongiorno Blog’s People!
Un “assiduo” lettore del blog (ma ancora fra i silenti, mannaggia a lui!) ci “segnala” un estratto del libro di Ervin LaszloIl punto del caos” (Urrà Edizioni, febbraio 2007, pagg. 157).
Il Prof. Laszlo nell’introduzione scrive:

Dice un proverbio cinese: Se non cambiamo direzione, con tutta probabilità arriveremo dove siamo diretti. Applicato all’umanità oggi, l’esito sarebbe disastroso.
Senza cambiamenti di direzione, andiamo verso un mondo dove crescono pressione demografica e povertà, conflitti sociali e politici, guerre, cambiamenti climatici, penuria di alimenti, acqua ed energia; in cui peggiorano inquinamento industriale, urbano, agricolo; accelera la riduzione della biodiversità; l’ossigeno atmosferico diminuisce e lo strato di ozono si distrugge sempre più.
E’ solo un piccolo campionario dei problemi che stiamo ignorando o sottovalutando. Abbiamo ancora una finestra decisionale aperta ma non può durare a lungo. Restano pochi anni, fino al 2012 secondo molti calcoli, per cambiare qualcosa e scongiurare il peggio
.

L’estratto, che ci ha segnalato Carlo, riguarda la “terza motrice” : l’insostenibilità dell’attuale sviluppo del sistema finanziario globale.

A livello superficiale , l’insostenibilità del sistema finanziario globale non è evidente. Nonostante problemi,scossoni e crisi periodiche , in termini monetari la crescita economica continua. le prospettive future appaiono rosee : in merito alla migliore crescita globale in 30 anni, avvenuta nel 2004 , il Fondo Monetario Internazionale ha previsto che la crescita economica continuerà a salire ad un ritmo del 4.3% nei prossimi anni.
Ma guardando più da vicino, appare evidente che i ritmi attuali di crescita (concentrati in USA, Cina e qualche altra economia asiatica) non sono sostenibili.
Essi minano pericolosamente il sistema finanziario internazionale.
In termini più semplici, gli Stati Uniti consumano troppo ed esportano troppo poco, mentre la Cina e gli altri paesi asiatici consumano troppo poco ed esportano troppo.
Ne risulta che gli Stati Uniti presentano un crescente deficit commerciale: il valore dei beni importati è di gran lunga superiore a quelli esportati.
Per la Cina e le altre economie asiatiche vale l’opposto: hanno un surplus commerciale in crescita, dato che il valore delle loro esportazioni è superiore a quello delle importazioni.
Al momento di scrivere queste righe , il deficit contabile degli Stati Uniti corrisponde a 760 miliardi di dollari, oltre il 6% del prodotto nazionale lordo.
Al tempo stesso , le riserve accumulate dalle banche centrali asiatiche sono salite a dai 509 miliardi di dollari di dieci anni fa ai 2300 miliardi di dollari della fine del 2004 , in gran parte causa dell’accumulo di dollari effettuato dalla Cina (le riserve cinesi sono cresciute dai 213 miliardi di dollari del 2002 ai 704 miliardi di dollari della fine del luglio 2005).
Il dollaro americano è una valuta importante : oltre due terzi delle riserve globali sono in dollari.
Perciò , ora il debito accumulato dagli Stati uniti può essere finanziato da ulteriori prestiti in dollari.
Le banche centrali con ampie riserve di cambio straniero, come la Cina, Giappone e altri paesi asiatici , restano prigioniere della politica fiscale americana.
Esse riconoscono che rifiutare un ulteriore accumulo ( per non parlare di ridurre le proprie riserve in dollari) spingerebbe verso il basso la valuta a stelle e strisce causando gravi perdite nelle loro riserve. Inoltre un dollaro con minore potere di acquisto ridurrebbe le loro esportazioni verso gli Stati Uniti, e questo produrrebbe disoccupazione e minacce di recessione.
Sono tutte prospettive infauste.
Ma per quanto tempo il mondo finanzierà le spese eccessive degli Stati Uniti?
Lo squilibrio finanziario cresce ed è solo questione di tempo prima che raggiunga un punto in cui dovrà essere corretto.
Le banche centrali sanno che l’alternativa a una graduale (seppur dolorosa) regolazione è costituita da un cambiamento radicale : il passaggio a un altra valuta per le proprie riserve.
Se ciò avverrà , gli Stati Uniti non saranno più in grado di finanziare il proprio deficit in dollari e l’economia americana si troverà a uno shock simile a quello che ha portato al collasso l’economia argentina.
Questo avrebbe ripercussioni in tutto il mondo.
L’edizione 2005 dello Sguardo sull’economia del Fondo Monetario Internazionale ha fatto notare che non si tratta più di stabilire se l’economia mondiale si aggiusterà , ma soltanto come lo farà.
Se le misure richieste per un aggiustamento graduale verranno ritardate, l’aggiustamento sarà “brusco”.
Sarà parte del Punto del Caos che dovrà affrontare l’intera economia mondiale , o magari lo innescherà
.

Questo è l’estratto…..leggetelo, rileggetelo e apriamo il tavolo di discussione.
Con affetto, il vostro adorabile promotore di quartiere.

Doc Moretti

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6 Risposte

  1. Altro non è che quanto da me affermato 1 anno e mezzo fa nella Lettera al Parco Buoi ed in vari post a suffragio dei miei scenari Elliottiani che prevedono uno shock di entità paragonabile a quello del 1929.

    Accadrà davvero?? Nessuno può dirlo…ma puntualizzo una cosa: sui cambiamenti graduali da “libro cuore” non ci guadagna di sottobanco mai nessuno….chi ha orecchie per intendere intenda!

  2. Sono d’accordo anch’io sullo scenario su profilato in quanto, oltre alla situazione economica ) , vedo nel mondo un degrado sociale-culturale-politico-religioso e chi ne ha più ne metta, che è paragonabile a quello dei crolli imperiali. Per completare il quadretto (che non ho dipinto io 😀 ) vi suggerisco di leggere l’articolo del Dott. Spallino sulle aziende piattaforma.
    Ringraziandovi per le informazioni che quotidianamente fornite, vi saluto augurandovi buon lavoro.

  3. Lo scenario “proposto” è molto poco positivo e non va preso in “assoluto” ma come “possibile” spunto.
    va anche considerato, a mio avviso, che non abbiamo a che fare con dei “perfetti imbecilli”, quindi non so fino a che punto convenga (a tutti) creare una situazione “globale” come quella descritta da Laszlo.
    Le riserve in dollari della Cina sono,ad oggi, molto più alte (1.200 miliardi di dollari?), quindi un ulteriore deprezzamento della moneta statunitense creerebbe una situazione poco bella…..con ingenti perdite in conto capitale (per la svalutazione) che i cinesi, molto probabilmente, useranno per spuntare ulteriori accordi economici con gli USA.
    Gli USA non sono l’Argentina…..questo cerchiamo di non dimenticarlo. 😉

  4. 3-sono tre punti peggio! ricordati : QUANDO TI CHIUDONO I FINANZIAMENTI CHE FINE FANNO GLI IMPRENDITORI? è la stessa fine farà quest’accozzaglia di paese , è sopratutto di popolo! 😡 a loro interessava CLINTON CHI SI FOXXXVA? è NON L’ECONOMIA COME ANDAVA! è COSì INVECE DI DARE IL PLEBISCITO AD AL GORE , VOTARONO QUESTO BUFFONE DI ATTUALE PRESIDENTE! è LA COSA TRAGICOMICA, è CHE NEL 2004 L’HANNO PURE RIVOTATO A STO’ DELINQUENTE! x cui devono fallire, è devono pure scontare tutte le sporchizie fatte al DANNO DELL’UMANITA’! 😡 😡 😡

  5. Se la Cina non impatta prima coi i suoi problemi ecologici che invece di diminuire aumentano… e coi quali non puoi venire a patti.

  6. 2012 – La data indicata è irrevocabile, irremovibile, frutto di scienze antiche che a partire dall’era moderna non sono state più considerate scienze. A prescindere da ciò che faranno o non faranno i potenti della terrra per evitare la catastrofe da qui ad allora restano “pochi” anni per smobilitarsi ed alleggerirsi fino a ridursi all’essenziale in una sorta di epocale chiusura di un Universale Conto Profitti e Perdite.
    Grazie Carlo e dai … bisbigliaci qualcosa ! 😉

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