IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI: SUDAFRICA

SUDAFRICA

Buongiorno Blog’s People!
Questa settimana non ascoltiamo le lamentele di Hyper, che non vuole prendere mai l’aereo, lo sediamo e ci facciamo una transvolata da urlo. La destinazione che ci siamo prefissati è: Sudafrica.
Atterriamo a Johannesburg e, prima di addentrarci nello “studio” del paese, ci facciamo un bel “safari” al Kruger Park. Vediamo un sacco di animali….ma di tori ed orsi non c’è traccia.
Dopo il safari montiamo nell’Hyper pulmino e ci dirigiamo verso Città del Capo (Cape Town) attraversando la Wild Coast, fermandoci ad Hermanus a vedere le balene, sorseggiando del buon vino nella zona di Stellenbosch, rimanendo estasiati dalla bellezza di Capo di Buona Speranza e dalla particolarità delle Table Mountain…..

CENNI STORICI

Nel 1846, l’esploratore portoghese Bartolomeu Dias oltrepassò il Capo di Buona Speranza, aprendo la via marittima dall’Europa all’India. Furono però gli olandesi i primi a creare un insediamento stabile in Sudafrica, nel 1652, fondando quella che sarebbe poi diventata Città del Capo. I coloni (detti boeri, “contadino” in olandese) diedero vita a una comunità attiva e prosperosa (la Colonia del Capo).
In seguito alla caduta dell’Olanda, gli inglesi occuparono la Colonia del Capo alla fine del XVIII secolo. L’occupazione britannica portò molti boeri a mettersi in marcia verso nord, alla ricerca di nuove terre. I “boeri” giunsero a fondare una serie di piccole repubbliche, in seguito unitesi nello Stato Libero di Orange e nella Repubblica del Transvaal. Anche queste repubbliche furono in seguito annesse dall’Impero Britannico, che a cavallo fra il XIX e il XX secolo unificò tutto l’odierno Sudafrica attraverso una serie di guerre. La cosiddetta Unione Sudafricana fu formalmente costituita come dominion all’interno del Commonwealth; il diritto di voto fu però concesso esclusivamente ai cittadini di razza bianca.
Nel 1948, il partito di maggioranza, il National Party, instaurò il regime di segregazione razziale noto come apartheid, durante il quale la popolazione nera (che era ancora esclusa dal suffragio) perse gran parte dei propri diritti civili.
La crescente ostilità internazionale al regime dell’apartheid, insieme al crescere dei movimenti interni di opposizione nera come l’ANC, portò al crollo del sistema nel 1991. Il 27 aprile 1994 si tennero le prime elezioni democratiche con suffragio esteso ai neri, in cui venne eletto il leader dell’ANC Nelson Mandela (premio Nobel per la pace nel 1993).

CENNI ECONOMICI

Il Sudafrica è un paese in via di sviluppo a reddito medio, con abbondanti risorse, ben sviluppato in finanza, comunicazioni, energia e settori dei trasporti, la borsa valori è fra le prime dieci del mondo. Tuttavia, anche se lo sviluppo è stato positivo per dieci anni consecutivi, non ha ridotto il 30% di disoccupazione e rimangono i problemi dell’era dell’apartheid, la povertà e la mancanza di potere economico fra i gruppi svantaggiati. Altri problemi sono il crimine, la corruzione e AIDS. All’inizio del 2000, il presidente Mbeki promise di promuovere sviluppo economico e l’investimento straniero, tagliare le spese e privatizzare.
Punti di forza: è l’economia più sviluppata dell’Africa; altamente diversificata e con infrastrutture moderne. Il settore finanziario è molto forte negli investimenti mobilizzati. Il settore manifatturiero è in crescita. Le risorse naturali sono varie, in particolari minerali di importanza strategica.
Punti di debolezza: le incertezze politiche scoraggiano gli investimenti stranieri, Crescita troppo debole per superare le privazioni della maggioranza nera. Boom demografico.
Il tasso di crescita del PIL è di circa il 4,5% . Il 95% della popolazione ha un’età inferiore ai 65 anni, ma la crescita (della popolazione) è negativa a causa di un tasso natalità dell’1,8% contro un tasso mortalità del 2,2%. La speranza di vita alla nascita è di circa 43 anni….e ci sono quasi 400.000 morti di AIDS ogni anno. Il tasso di alfabetizzazione è, circa, l’86%. Per approfondire cliccate qui.

LA VALUTA LOCALE: IL RAND

Come, ormai di abitudine, il buon Ardat si è occupato, alla grande, di analizzare il Rand sudafricano.

INVESTIRE IN FONDI, ETF E CERTIFICATES

Come detto più volte, il Sudafrica è stato inserito, solo ultimamente, fra i paesi emergenti e non esistono fondi specifici che investono in queste terre. Sicuramente nel prossimo futuro ci saranno fondi “dedicati” su questa economia….per ora ci dobbiamo accontentare di “mix”, cioè comparti che prendono in considerazione anche il Sudafrica.
Il più recente è il fondo EMEA di Fidelity (ne abbiamo già parlato nel blog) per la scheda prodotto cliccate qui. Per inciso questo fondo è stato inserito nel nostro Portafoglio Virtuale (di prossima pubblicazione).
In attesa che migliori la situazione, per quanto riguarda il “gestito attivo”, non ci resta che passare il microfono al nostro “consulente” ETF Scaurus.

Doc Moretti

ANALISI DELL’INDICE JSE

JSE

Ecco un grafico mensile della borsa Sudafricana, che dire, veramente poco direi, parla da solo. Ovvio che non possiamo finire nel qualunquismo del “se avessi fatto” e allora mi limito ad una considerazione puramente matematica. Questo è un indice che mostra una evidente capacità di creare trend “puliti” ovvero con poco rumore di fondo..siamo per la verità anche aiutati dal campionamento mensile ma a parità di esso è ben lungi da indici più navigati quali quelli europei. Ma cosa è un trend in senso matematico? E’ la capacità di “memoria” di una serie numerica, ovvero della serie dei prezzi. Non mi inoltro in spiegazioni matematiche, per dirla molto terra terra la memoria di un mercato è metaforicamente identificabile come la autopercezione di esso, se il mercato potesse parlare all’indomani di una seduta positiva direbbe “ieri ho chiuso al rialzo, proverò a farlo anche oggi”. Badate bene il “proverò a farlo” e non il “ci riuscirò sicuramente”!!! Un modo classico per aumentare la memoria di una serie numerica è di considerare non già se stessa bensì una sua media. Ecco perchè le medie mobili sono gli strumenti algoritmici più affidabili e robusti, vanno a cercare ciò che veramente conta nel comportamento di un mercato. Che cosa se ne deduce da ciò? Se ne deduce che se in un mercato X un semplicissimo Trading system basato sulle medie mobili guadagna di più rispetto al medesimo sistema su un secondo mercato Y abbiamo una importante informazione: il mercato X ha più memoria del mercato Y. E’ una misurazione matematica empirica ma efficace e ci dice una cosa importante: X ha una maggiore capacità di produrre trend stabili e duraturi ergo necessita di un timing meno maniacale per essere tradato con profitto, è ovvio il perché…se i trend sono più lunghi mi posso permettere di entrare ed uscire con meno precisione e guadagnare comunque. Tutto ciò non rappresenta una previsione ed è chiaro che il mercato può assolutamente cambiare comportamento quando vuole…ma la statistica e lo studio del comportamento sono le basi per qualunque strategia finanziaria dunque non è proprio da poco sapere che tipo di mercato abbiamo di fronte anche perché è ugualmente dimostrato che nessun indice o asset varia radicalmente da un giorno all’altro e quindi con una attenta verifica continua il Trader può comunque adeguarsi alle variazioni o addirittura scegliere di cambiare mercato stesso se lo ritiene opportuno. Alla luce di quanto visto in figura ritengo dunque il mercato sudafricano buono per una operatività rilassata e profittevole.

Ing. Bertolino

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2 Risposte

  1. […] Su Dollaro ZAR situazione simile, con possbilità di un long nel brevissimo, e per un operatività a più lungo respirto entrate sopra e sotto le trendline rosse. Attualmente il rialzo sembrerebbe solo una pausa del trend al ribasso che il cross sta vivendo, preferibile quindi propendere per una operatività short. Non dimenticandoci che il mercato è sempre pronto a cambiare, usiamo gli Stop Loss. Approfondisci l’argomento con il Blog di Hypertrader  […]

  2. […] Mentre andando agli Investment Certificates, con sottostante questo inidice ce ne sono due che potete trovare in questa pagina. Dei due il più liquido è quello emesso da Banca Imi: – Bi Top40 Cer Dc10 Performance da inizio anno : +9% Performance da 02 Ottobre : -5,3% . Comunque dovendo scegliere tra Etf e Certificates, meglio l’etf che è più liquido. . Questo è quello che riguarda i strumenti a gestione passiva. Mentre per chi preferisce l’utilizzo dei strumenti a gestione attiva affidandosi alla bravura del gestore, domani dei migliori fondi per puntare su questo paese ce ne parlerà il nostro sempre competente promotore di quartiere, Adriano Moretti, sul blog Hypertrader. […]

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