UFFICIO RECLAMI: OMBUDSMAN BANCARIO DA RAGIONE AL NOSTRO LETTORE

Uffico reclami

Buongiorno Blog’s People!
Vi ricordate il lettore che aveva scritto riguardo a “problemi” di compravendita titoli con IWBANK? (Se la memoria vi ha abbandonato rileggete il post).
Lo stesso lettore oggi mi scrive per informarmi che il “Giurì” bancario gli ha dato ragione. In allegato alla mail mi ha mandato la “sentenza” dalla quale estrapolo le motivazioni:

Preso atto della dichiarazione della banca circa il verificarsi di un’erronea visualizzazione nella quantità delle ripetute azioni sul deposito consultabile on line, rileva il Collegio che, in base ai principi dell’ordinamento (art. 1431 cod. Civ.), la riconoscibilità dell’errore è affidata ad una serie di criteri riconducibili, da un lato, al contenuto dell’errore stesso, dall’altro, alle circostanze ed alla qualità degli interessati sulla base del criterio della “normale diligenza”. Premesso che il ricorrente, titolare di un articolato portafoglio, nel periodo gennaio-luglio ha effettuato diverse operazioni in titoli (che hanno, di conseguenza, moltiplicato anche le scritturazioni sul conto corrente); atteso che gli intermediari sono tenuti, ai sensi dell’art. 1176 cod. Civ., ad attenersi a codici di comportamento di particolare rigore modellati sul criterio del “buon padre di famiglia”, ritiene il Collegio che il ricorrente, pur essendo tenuto a verificare le scritturazioni sui propri rapporti, poteva non rendersi conto, stante anche il lasso di tempo trascorso tra l’acquisto e la vendita dei ripetuti titoli, dell’erronea visualizzazione nella quantità di sua effettiva spettanza.
[……]
In considerazione di quanto esposto, il Collegio dichiara la banca tenuta – entro 30 giorni dalla ricezione della decisione da parte della Segreteria tecnica, con l’invio all’Ombudsman bancario di idonea documentazione a comprova – ad accreditare al ricorrente, con valuta 25 luglio 2007, l’importo di € 113,15, in relazione alla vendita allo scoperto ed al riacquisto di 100 azioni Suntech Power Holding -ADR.

Questo post non vuole provare niente nei confronti di IWBANK, ma solo che i clienti delle banche hanno, comunque, una chance di vedere riconosciuti i propri diritti.
Ovvio che in prima istanza (dopo la lettera all’Ufficio Reclami) la banca, a meno che non si trovi in palese “torto” (un esempio il precedente reclamo verso Banca Etruria che aveva fatto pagare le spese per il trasferimento titoli), cercherà di “liquidare” la “querelle” con un, a volte fastidioso, “Siamo in regola, niente è dovuto”.
Quindi se pensate, a torto o a ragione, che la banca abbia, comunque, violato i vostri “diritti” non abbiate timore a rivolgervi al Giurì bancario.
Ringrazio il lettore che mi ha tenuto informato sugli sviluppi, dandomi modo, così, di dimostrarvi che, in Italia, qualcosa funziona.
Con affetto, il vostro adorabile Promotore di Quartiere.

Doc Moretti

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