DOTTORE MI FA MALE IL GESTITO….HA UNA CURA?

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Buongiorno BLog’s People!
Leggo la seguente notizia dalla newsletter di Bluerating:

Consob: ”Ecco i mali che affliggono il risparmio gestito italiano”

Uno studio, promosso dalla Consob, dal titolo:”Marketing dei fondi comuni italiani” ha analizzato i mali che affliggono l’industria italiana del risparmio gestito. Società di gestione sempre meno indipendenti, un’offerta poco innovativa e una struttura di distribuzione in evidente conflitto di interessi, sono il tallone di Achille del mondo dell’asset management, alle prese negli ultimi due anni con una vera e propria fuga dai fondi comuni a favore di obbligazioni strutturate e polizze. In particolare, dall’analisi, svolta su un campione che rappresenta l’89% del totale degli asset gestiti dai fondi armonizzati italiani, la struttura dei CdA delle SGR è composta in media da un consigliere indipendente su sette, contro uno ogni tre suggerito dai codici di autodisciplina. Sul fronte dei prodotti, lo studio ha evidenziato che……

l’offerta segue più le mode commerciali del momento che l’effettivo interesse del cliente, portando maggiori rischi di natura operativa e minore competitività in Europa. Tra le possibili cure proposte dagli uomini della Consob, è emersa la necessità di liberare i fondi dalle mani della distribuzione bancaria, che, dati alla mano, incide per il 70% sul costo delle commissioni pagate dai sottoscrittori. La via indicata è quella di incrementare l’uso di forme di distribuzione alternative, e indipendenti, come le piattaforme on-line che potrebbero prendere slancio anche grazie alla MiFID, la direttiva europea sugli investimenti.

Come al solito sembra che si cerchi la “cura” quando il paziente è già morto. I fondi “italiani” sono sempre stati “malandati” vuoi per i “gestori”, vuoi perchè penalizzati fiscalmente…..ma hanno sempre “retto” perchè distribuiti dalla rete bancaria. Quando i mercati “tirano” il cliente fa meno caso a quanto lascia lungo la strada, mentre quando i mercati “rallentano” anche i clienti cominciano a fare gli occhi alle pulci. La sensazione, almeno da parte mia, è che, in molti casi, i fondi delle Sgr italiane siano serviti come magazzino rifiuti delle banche.
La Consob indica una via alternativa…..maggiore indipendenza nella distribuzione e nei CdA. Basterà? Secondo me no. A mio avviso è più un problema di qualità della “gestione”.
Voi che ne pensate?
Con affetto, il vostro adorabile Promotore di Quartiere.

Doc Moretti

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