SOCIAL LENDING: LA PAROLA A BOOBER

boober

Buongiorno BLog’s People!
La settimana scorsa avevamo parlato del social lending (o prestito sociale) facendo riferimento a Zopa.it. Oggi riprendiamo l’argomento con un’intervista (in esclusiva con Hypertrader) di BOOBER, una società che si occupa del social lending. Abbiamo parlato con il loro referente Andrea Girelli, una persona estremamente disponibile, che ha risposto alle nostre domande e ci ha chiarito molti aspetti oscuri.
Ecco l’intervista.

Hypertrader: Social Lending. In cosa consiste? Quali sono le sue basi legali?

Boober: Social Lending = prestiti tra persone online senza intermediazione bancaria. In altre parole è una rivoluzione che parte da una tradizione millenaria, quella dei prestiti personali. Boober offre solo la piazza virtuale dove domanda e offerta di denaro hanno occasione di incontrarsi.
L’iniziativa è stata discussa con Banca d’Italia prima del lancio, e come tale è assolutamente legale. Durante tale discussione si è anche stabilito che tale attività debba essere gestita da una società finanziaria ex. Art. 106, ad ulteriore tutela degli utenti. L’unico limite è che richiedenti e finanziatori devono essere privati che non agiscano professionalmente: da qui il limite dei €50000 come soglia per i finanziatori…..

H: Parlateci, in breve, del progetto Boober.

B: Boober è un progetto nato in Olanda nel febbraio 2007. Pochi mesi dopo, Centax si è messa in contatto con Boober International per organizzare una partnership che consentisse una rapida entrata nel mercato italiano. In circa 4 mesi, tra luglio e ottobre, abbiamo predisposto tutte le azioni necessarie per l’apertura del sito, avvenuta il 13 novembre. Considerando tutti gli aspetti legali, organizzativi e tecnologici che devono essere affrontati per mettere a punto quest’iniziativa e ricordando che è necessario coinvolgere enti esterni quali ad esempio Banca d’Italia, possiamo dire di essere stati persino più veloci delle nostre aspettative. E ancora di più pensando che siamo partiti nei mesi estivi, durante i quali l’Italia è notoriamente “chiusa per ferie”. Visto il successo olandese ed italiano, Boober International ha ora in corso un progetto di espansione della piattaforma anche in altri paesi europei. Dopo l’Italia infatti sarà il turno di Belgio e Germania.
L’obiettivo è offrire un’alternativa sia a chi ha bisogno di un prestito, sia a chi vuole ottenere di più dai propri risparmi. Solitamente i nostri utenti (attuali e potenziali) sono persone scoraggiate dai costi enormi del sistema bancario italiano.


H: Attualmente, quanti sono gli utenti “prestatori” e quanti sono i richiedenti “prestito”?

B: con grande sorpresa possiamo dire che l’offerta di denaro è superiore alla richiesta, questo ci sembra una buona base per dire che i tassi si dovrebbero mantenere convenienti per i richiedenti.

H: Quale la somma minima, e massima, può essere finanziata?

B: Minimo 2000€, massimo 10.000€.

H: Un “prestatore” quale cifra massima può inserire nel circuito?

B: Al massimo 50.000€, ma è obbligato a ‘spezzettare’ la sua cifra in almeno 10 offerte, e comunque non è possibile offrire più di 500€ per richiesta. È uno dei nostri sistemi per minimizzare i rischi.

H: Il tasso d’interesse da chi viene fissato?

B: Dal richiedente, assieme all’importo e alla durata. Come vedi il richiedente disegna il prestito su misura per sé. Poi lo pubblica online e se le condizioni che offre sono interessanti, i finanziatori possono iniziare a ‘riempire’ il suo prestito.

H: L’utente che riceve il prestito a chi paga le rate?

B: Boober addebita via RID ogni mese le rate ai richiedenti, dopo di che le trasferisce pro-quota ai finanziatori.

H: Quali tipi di controlli vengono fatti sugli utenti che richiedono i finanziamenti?

B: Sono effettuate prevalentemente verifiche di identità e di titolarità del conto corrente, dopo di che viene assegnato un indicatore di rischio che può comportare la non accettazione del richiedente.

H: Mi sembra di aver capito che ad ogni utente viene dato un “rating”. Chi stabilisce il rating dell’utente? E su che basi?

B: Noi preferiamo chiamarlo indicatore di rischio. Lo assegna Boober dopo le dovute verifiche sui dati forniti dal richiedente. I principali aspetti che vengono tenuti in considerazione sono i seguenti (indicati qui non in ordine di importanza):
1) presenza di protesti o pregiudizievoli: utenti che risultino protestati, ipotecati o che hanno subito sequestri o pignoramenti vengono scartati (a meno di rarissime eccezioni);
2) storia creditizia presente nei credit bureau: i migliori punteggi sono ottenuti da utenti che hanno già avuto esperienze di credito (carte di credito, prestiti, mutui) e le hanno ripagate interamente o quasi e sempre puntualmente. Il punteggio scende per persone che hanno più finanziamenti in corso e finisce, tranne rarissime eccezioni, sotto la soglia di accettabilità per utenti che hanno o hanno avuto pagamenti di rate in ritardo;
3) reddito mensile e tipologia di impiego;
4) casa di proprietà: questo è un indicatore importante, ma ricordate che non è semplice ed è comunque lungo pignorare una casa per un prestito di poche migliaia di euro, quindi la casa di proprietà non sempre rappresenta una garanzia efficace.


H: Quali tipi di controlli vengono fatti sui “prestatori”? Per esempio, viene controllata la provenienza delle somme prestate? (antiriciclaggio).

B: Anche verso i prestatori sono effettuate prevalentemente verifiche di identità e di titolarità del conto corrente. E’ importante sottolineare che le offerte da parte dei finanziatori sono prelevate via RID da un conto corrente predefinito e che deve essere intestato al finanziatore, quindi tutte le verifiche antiriciclaggio sono già state effettuate dalla banca al momento del versamento del denaro sul conto. E’ una procedura molto simile al famoso Conto Arancio.

H: Qualora l’utente finanziato non onori il pagamento delle rate, come viene tutelato il “prestatore”?

B: Boober attiva la procedura di recupero crediti, senza alcun costo per i finanziatori. Questa procedura viene gestita dapprima e non appena scatta il ritardo nel pagamento da strutture interne (la ventennale esperienza di Centax in questo campo insegna che l’intervento immediato è importantissimo e risolve una percentuale importante dei ritardi), dopo di che, nel caso dei ritardi che si prolungano, vengono attivate società specializzate. Gli utenti che lo vogliono possono gestire in proprio la pratica, anche se la soluzione può essere sconsigliabile visti i costi di gestione di una causa singola a fronte di finanziamenti di importi modesti.

H: La richiesta di finanziamento deve essere “finalizzata”?

B: No, al contrario si tratta di prestiti personali, non finalizzati. Il richiedente comunque può indicare il motivo per cui richiede il prestito. Abbiamo notato che più informazioni il richiedente dà ai possibili prestatori, più aumenta la possibilità di ottenere il prestito. Per questo è molto importante l’area forum che si apre sotto ogni richiesta di prestito, e dove richiedente e finanziatori possono dialogare, in vero stile web 2.0.

H: Quale documentazione deve inviare chi richiede un finanziamento?

B: Accordo di adesione a Boober, documento di identità, codice fiscale, estratto conto, ultima busta paga o dichiarazione dei redditi se lavoratore autonomo.


H: In due parole: perché dovrei prestare il mio denaro tramite Boober?

B: Ottimi rendimenti, massima libertà di scelta nel decidere quali richieste finanziare, ultimo ma non meno importante, si tratta di un investimento solidale, che permette ad altre persone di realizzare i propri progetti. Ed è importante sottolineare che il denaro viene prelevato dal conto solamente nel momento in cui le richieste sono totalmente finanziate. In questo modo il denaro non viene fermato su conti infruttiferi, ma si ottiene sempre un rendimento

H: In due parole: perché dovrei richiedere un finanziamento tramite Boober?

B: Tassi di interesse bassi e davvero su misura per te, poiché sei tu a deciderne tutte le condizioni. Inoltre fino al 1 Maggio è in corso una promozione, per cui le commissioni per il richiedente sono scontate.

Si conclude, così, la nostra intervista con BOOBER. Ovviamente le nostre domande sono state generiche per dar loro modo di parlare di questa forma di finanziamento estremamente innovativa.
Abbiamo comunicato ad Andrea Girelli che, probabilmente, i nostri lettori porranno delle domande sul blog, domande alle quali “spetterà” a lui dare risposta direttamente nelle pagine di Hypertrader.
Quindi….a voi la parola (o la tastiera) e che le danze abbiano inizio….con educazione.
Con affetto, il vostro adorabile Promotore di Quartiere.
Doc Moretti

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18 Risposte

  1. Letto così sembra una figata ….. è sicuramente da approfondire …..

  2. Non ho capito se Boober è parte in causa ovvero fa parte della catena a “3” richiedente-Boober-finanziatore avendo dunque esso stesso debiti e crediti oppure il prestito è effettivamente stipulato tra privati e Boober agisce solo da intermediario. Ed in questo caso…qual’è il “contratto” tra i due soggetti? Una cambiale? O comunque un titolo di credito effettivo in modo che vi sia tutela profonda della transazione…penso ad esempio ad un insolvente, che succede? Viene protestato? E da chi? Da Boober? O dal creditore?

  3. olà
    ma in media cosa si paga o cosa si guadagna in questo momento????
    tutto dipende da questo ,
    ma siete stati nel generico non quantificato !

  4. Da una analisi non troppo approfondita direi che è sicuramente conveniente per chi chiede il prestito, molto meno per chi presta.
    Prestare soldi nella maniera più conservativa, quindi con un rendimento del 5.5% tolto il 10% da dare a BOOBER e un 30% circa (questo dipende dal proprio reddito) da dare al fisco essendo redditi cumulativi si arriva ad ottenere un interesse netto del 3,465%.
    Investendo in PCT ad esempio con fineco ottieni un 3.325 con vincoli temporali decisamente inferiori.
    Se si vuole ottenere rendimenti maggiori bisogna prendersi troppi rischi, considerando lo stato di salute dell’economia e il sempre maggior numero di persone che si trovano in difficoltà a restituire i debiti
    Ad oggi non lo ritengo interessante come investimento.

  5. Complimenti a Niccolò….bellissima osservazione. Vediamo cosa ci risponde Andrea Girelli. 😉

  6. Buongiorno a tutti. Il mio adorabile Promotore di Quartiere mi ha invitato a rispondere alle vostre domande. Lo faccio con molto piacere, ma prima mi scuso con Doc Moretti e Alex Bertolino per il ritardo. La scusa è sempre quella: ero in riunione.

    Dunque, vediamo:

    @Alex Bertolino| Le parti del contratto sono Richiedente, Finanziatore e gestore, ossia Boober. Il contratto rientra nella tipologia dei “contratti atipici”, cioè prevalentemente negoziato tra le parti. In caso di insolvenza Boober attiva immediatamente la procedura di recupero credito senza spese per i finanziatori, che comunque hanno anche la facoltà di adire le vie legali per conto proprio.

    @maatmatithiak | A Boober va il 10% degli interessi percepiti dai finanziatori e una quota una tantum variabile tra l’1,5% e il 3% dal richiendete. Quanto si guadagna? Rispondo subito.

    @niccolo | i tuoi calcoli sono verosimili ma non rispondenti al trend attuale che vede privati prestarsi denaro alla media del 9%. Anche restando sulle classi più sicure AAA|AA|A i tassi che ci aspettiamo sono attorno al 6-8%, quindi con un netto del 4,5% circa.

    Ecco. Rimango a disposizione, mi scuso in anticipo se non riuscirò a rispondere prontamente

  7. proviamo a mettere in difficoltà Andrea…. 😀
    Facciamo un esempio terra terra….
    Immetto nel sistema 1000 euro (per semplicità poniamo che li prenda un unico richiedente) e riesco a “prestarli” al tasso del 10% (sempre per semplicità). Il primo anno dovrei ottenere interessi pari a 100 euro (sempre per semplicità mettiamo che non ci sia il rimborso del capitale).
    Il 10% (10 euro) vengono “trattenute” da Boober, quindi, a me, mi arriverebbero 90 euro. Questi 90 euro dove vanno inseriti nel mod. unico? Le tasse le pagherò su 90 o su 100 euro?

  8. piccola polemica non costruttiva

    sarebbe un’interessante forma di investimento se si potessero utilizzare gli stessi sistemi di creazione di denaro virtuale che utilizzano le banche.

  9. “sarebbe un’interessante forma di investimento se si potessero utilizzare gli stessi sistemi di creazione di denaro virtuale che utilizzano le banche.”

    Spiegati meglio…. 😉

  10. Le banche possono creare denaro dal nulla col sistema della Riserva Frazionaria:
    ipotizzando di avere in deposito 10, con un rapporto di riserva di 1/10, esse prestano 10×9 e su questi 90 lucrano gli interessi.
    Credo avvenga in questo modo.

  11. Un “privato” non può accedere ad un giochetto del genere….e, penso, non lo può fare neanche Boober in quanto, fisicamente, non presta soldi…

  12. per questo ho usato il condizionale 😀

  13. chissa se un giorno le persone si accorgeranno che nelle banche ci sono solo pochi spiccioli 🙄

  14. 13 – infatti sono diminuite le “rapine” e sono aumentate le truffe “internettiane” :mrgreen: :mrgreen:

  15. ho fatto un salto nel sito di Boober e ho notato che l’iniziativa ha già una certa adesione.
    vorrei sapere se esiste una qualche copertura in caso di morte o garve infortunio del richiedente?
    Non sarebbe opportuno fare sottoscrivere al richiedente una fideiussione a copertura del debito contratto?

  16. @Niccolò, :mrgreen: ci anticipi. Stiamo valutando proprio in questi giorni soluzioni di quel genere. Speriamo di poter offrire questa opportunità al più presto. E’ una delle nostre priorità.

    @Doc Moretti. Dunque, facciamo che presti 500€ (ossia la cifra massima prestabile per richiesta). Al 10% fa circa 50€. Sugli interessi Boober trattiene una commissione del 10%, dunque 5€. Ti rimangono 45€ che devi dichiarare (al netto della nostra trattenuta) nella dichiarazione dei redditi (ALTRI REDDITI) a cui verrà applicata l’aliquota relativa al tuo reddito.

  17. […] per l’intervista di hypertrader e la chiarezza con cui hanno spiegato gli argomenti. Molto chiara e semplice fa ben capire come […]

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