PAC, parte III


Buongiorno BLog’s People!
Oggi affronteremo la terza ed ultima parte dell’argomento PAC. Ci occuperemo, infatti, dei Programmi di Accumulo Capitale Assicurativi.

Per iniziare sarebbe utile capire a cosa servono. Inizialmente, quando eravamo in presenza di polizze “a tasso tecnico” (cioè col rendimento minimo garantito) il frazionamento (mensile, trimestrale o semestrale) del premio era un modo per aiutare il contraente nell’accumulare il capitale nel tempo utilizzando il flusso periodico di risparmio. Effettivamente potrebbero “pesare” meno 100 euro al mese piuttosto che 1200 in un’unica soluzione annuale.
Successivamente, con l’introduzione delle Unit Linked, il frazionamento del premio ha preso le sembianze di un pac finanziario vero e proprio, cioè l’andare a sfruttare le oscillazioni del mercato.
Le polizze vita sono, oggi, quasi tutte legate all’andamento del mercato di riferimento…situazione estremamente vantaggiosa per la compagnia assicurativa che si trova “slegata” dal dover “garantire” un rendimento minimo. Situazione ancora più vantaggiosa se si pensa che, molte volte, i “fondi interni” vanno ad investire nei prodotti finanziari della casa madre….generando, quindi, commissioni su commissioni.
Per il cliente è venuta meno la garanzia del capitale (presente solo in caso di decesso prima della scadenza) e, fondamentalmente, è stato messo alla “mercè” delle borse.

COSTI

Le commissioni di sottoscrizione, generalmente, sono salatissime e vengono “addolcite” con la promessa della restituzione sotto forma di “bonus”. Come funziona un bonus? Mantenendo in vita il “prodotto” al cliente vengono riconosciute, periodicamente, una parte delle spese pagate all’apertura del servizio. Questo “marchingegno” permette alle compagnie di poter abbassare il TER. Nel caso che non siamo “previsti” bonus i caricamenti iniziali sono molto, ma molto, più bassi.
A quanto possono ammontare le spese iniziali? Non c’è una regola precisa, tutto dipende dalla compagnia. Nella mia esperienza li ho visti oscillare da 2% a 80% della prima annualità.
Dalla seconda annualità le commissioni di sottoscrizione si riducono notevolmente.

Commissioni di gestione. Sono presenti sia sui “fondi interni” (e variano, ovviamente in base alla componente azionaria), sia sulle OICR dove vanno ad investire i “fondi interni”. Se l’OICR restituisce alla compagnia assicurativa una parte delle commissioni questa li retrocede (in parte) al cliente. Le commissioni di gestione funzionano esattamente come quelle dei fondi comuni e sono prelevate, periodicamente, dal valore quota.

Ai sottoscrittori vengono, in genere, fatte pagare delle spese accessorie (costi amministrativi) annuali, anche questi variano da compagnia a compagnia e sono (obbligatoriamente) indicate nel prospetto informativo. Non potendo “gravare” sul fondo il prelevamento avviene (annualmente) “vendendo” delle quote per il valore delle spese. Questo è uno dei motivi per cui, a fine anno, se si fa la somma delle quote acquistate, e si confrontano con quelle effettive, ne manca sempre qualcuna.

Altre commissioni. Sono quelle che gravano sulle OICR, per esempio le commissioni di performance.

CONCLUSIONI

Partendo dal presupposto che le “polizze vita” sono molto ricche per le compagnie si capisce anche perché, purtroppo, molte volte siano spacciate per “PAC FINANZIARI”. Nel complesso sono molto più onerose per il cliente e, a causa dei pesanti caricamenti iniziali, anche molto meno remunerative (e più vincolanti). Davanti alla scelta se fare un pac assicurativo o un pac finanziario (a meno che non ci siano delle esigenze particolari del cliente) la scelta mi sembra abbastanza ovvia.
Con affetto, il vostro adorabile Promotore di Quartiere.
Doc Moretti

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4 Risposte

  1. commento fuori tema:

    “Bear Stearns: Jp Morgan ha quadruplicato la sua offerta”

    toh vuoi vedere ke a volte a pensar male si pensa giusto? ma nn doveva fallire la Bear?

  2. complimenti per l’onestà
    questo prodotto è un’inutile brutta copia dei pac finanziari
    purtroppo molte banche,pf ecc ne hanno vandute a pacchi ad ignari(anche se i soldi non ammettono ignoranza)risparmiatori
    saluti

  3. Attenzione Rob. Il pac assicurativo è inutile quando viene spacciato per pac finanziario. Ma se il cliente HA delle esigenze assicurative è buona cosa utilizzare il frazionamento 😀

  4. si,Doc
    era quello che intendevo!!!
    ciao grazie

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