MA DOVE SIAMO ARRIVATI?


Buonasera BLog’s People!
Questo è un post di quelli che raramente viene voglia di scrivere. Generalmente per scrivere un post si parte da una notizia e si “traggono” le conclusioni. Oggi, invece, si parte da una serie di avvenimenti che ci stanno “assillando” da molti mesi. Qui non si tratta di commentare un “fatto” ma di cercare (per quanto possibile) di dare una chiave di lettura. Il verbo “cercare” presuppone a priori la “non” assoluta certezza delle conclusioni. Insomma, più che un post è una riflessione a voce alta……
Ritorniamo a parlare di mutui, di rischio subprime “all’italiana” e amenità varie. Ormai tutti ne abbiamo piene le scatole, tutti ne parlano……e, allora, perchè non dire la nostra?

Si parla tanto di “subprime” in America….ma in Italia? Come è la situazione? Siamo tutti tranquilli perchè l’Italia è, sì, il paese delle banane ma, quando si tratta di concedere un mutuo la banca vuole vedere anche le analisi del sangue. Almeno così si pensa.
Le banche italiane che sono molto attente al rapporto “rata-reddito“, le banche che mettono (per legge) l’ipoteca sull’immobile garantendosi, comunque, sull’insolvenza del cliente. Le banche italiane che non ti prendono in considerazione se non hai un lavoro a tempo indeterminato. Ma la “morfologia” della clientela cambia e le banche “camaleonticamente” si adeguano. O è la clientela che si adegua alle banche? Complinmenti! Bella domanda.
Ma il “business” è “business” e l’erogazione di mutui sono, e sono stati, una bella fonte di reddito.
I tassi variabili “bassi” hanno dato, nel recente passato, la possibilità di applicare degli spread sostanziosi senza gravare eccessivamente nel tasso finale. I tassi variabili hanno dato la possibilità di confezionare rate (momentanee) contenute che rientravano (a pelo) nel rapporto “rata-reddito” senza preoccuparsi che se i tassi aumentavano il cliente poteva andare in apnea. “Siamo in Europa, i tassi non aumenteranno più di tanto”, questa era la frase usata, in genere, per spingere la clientela ad accollarsi (in toto) il rischio del possibile rialzo.
Quindi, in buona sostanza, il livello basso dei tassi ha permesso un bel guadagno alle banche (anche davanti ad una impennata da paura dei prezzi delle case), in quanto hanno consentito di continuare l’erogazione e di aumentare gli spread.
La casa….il sogno di ogni italiano. Un tetto di proprietà il punto cardine di ogni famiglia. Pensare all’oggi senza preoccuparsi di quello che sarà domani.
Nel frattempo i contratti di lavoro sono mutati diventando sempre più “flessibili“. Se si continuava a prendere in considerazione solo i “tipici” anche le domande di mutuo sarebbero diminuite……si doveva entrare nel grande mercato degli “atipici”. Detto, fatto. Con una polizza salva rata (hai il mutuo pagato anche se rimani senza stipendio) anche gli “atipici” diventavano ottimi clienti.
Nel frattempo i tassi salivano e chi, per necessità, aveva il “variabile” si ritrovava la rata che lievitava come un bel panettone. Insieme alla rata lievitavano anche le spese “correnti” di ogni famiglia e, tutti i mesi, diventava sempre più difficile pagare per quell’errore di “gioventù”. La sensazione di aver fatto un affare prendendo un mutuo a tasso variabile era svanita teamutandosi in boomerang pericolossissimo.
Ma le banche non sono stupide (chi pensa il contrario è destinato a rovinarsi) e hanno cominciato a togliere i mutui (ancora in bonis) cedendoli a società “satellite” create per l’occasione. Si liquidano posizioni “lunghe” e si fa una bella operazione di “funding”.
I mutui (essendo in bonis) vengono liquidati “bene” e, soprattutto, “pro soluto” (chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto) e, l’eventuale, insolvenza futura sarebbe gravata TUTTA sulla società satellite.
Ma questi mutui che fine fanno? Nella migliore delle ipotesi si trasformano in Asset Backed Securities che vengono vendute agli investitori istituzionali….. e, ahimè, rientrano nel mercato attraverso gli asset dei fondi. I fondi che possono essere acquistati da tutti i risparmiatori.
In altri casi, ma questo è solo un sospetto, rientrano nel mercato “camuffati” da investimenti con cedola “elevata” (quando la cedola è più alta del normale rendimento di mercato…la differenza è sintetizzabile nella parola “rischio”), magari emessi da società assicurative, “a capitale garantito” (salvo poi specificare che non c’è garanzia di capitale in caso di default dell’emittente del titolo sottostante la index…).
Ma che senso ha liquidare dei mutui…in fondo la banca ha l’ipoteca a garanzia. Questo potrebbe essere il pensiero dell’uomo comune, dell’uomo di strada. La risposta potrebbe essere così sintetizzata:”ma cosa se ne fa la banca di un’ipoteca che, con i tempi della legge italiana, può essere resa esecutiva fra non meno di sette anni? Senza considerare i costi “legali” per escutere l’ipoteca”.
Se un mutuo esce da certi “parametri” è meglio cartolarizzarlo quando ancora non è in sofferenza. Se va in “sofferenza” vale molto meno.
Se andate su Google e cercate “cartolarizzazione”, “in bonis”, “cessione mutui” ecc, ecc…vi accorgerete che tutte le banche utilizzano questo marchingegno.
Ma l’unico “assillo” del popolo italico non sono i mutui…..infatti, da bravi ex risparmiatori, abbiamo continuato ad indebitarci per comprare tutte le puttanate che ci propongono (quotidianamente) alla televisione.
E non finisce qui. Un altro fattore “erosivo” degli (esigui) stipendi si sta facendo avanti: l’aumento dei beni necessari (enel, gas, acqua….pane). Avete mai notato (ma sicuramente sì) che prima con 50 mila lire si riempiva un carrello della spesa e ora con 25 euro ci riempite (a malapena) il cestello?
Concludendo questa rapida riflessione a voce alta…….io direi che, forse, abbiamo terminato una bella fase “espansiva” del credito e siamo dentro al famigerato “credit crunch” (termine anglosassone per indicare la stretta del credito).
L’ultimo credit crunch si verificò, in maniera particolare, nel 1929.
Con affetto, il vostro adorabile Promotore di Quartiere.
Doc Moretti
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3 Risposte

  1. Il denaro nell’ultimo decennio s’è venduto come una merce qualsiasi…il marketing dei prestiti ha budgettizzato annualmente milioni di euro in pubblicità e promozione…le banche italiane sono state sempre più prudenti di quelle USA nel concedere mutui ma mentre le seconde i 740 li controllavano le nostre hanno erogato mutui senza controllare nulla….ci sono studi commercialisti professionisti nel “taroccare” le dichiarazioni dei redditi…dopo la bolla delle .com c’è stata quella immobiliare (ma questa ancora da noi non è esplosa)…che succederà quando gli immobili varranno meno dei mutui contratti per comprarli.?..intanto le famiglie che non arrivano più neanche alla terza settimana vendono i loro asset (anche questa è una spiegazione del saldo pesantemente negativo dei fondi comuni)…tra questi azioni, e seconde case (al mare e in montagna) i cui prezzi scendono giorno dopo giorno…non so se arriveremo ad un vero e proprio credit crunch….di sicuro c’è che il futuro mette sempre più ansia

  2. Daniele…che dire? Ottimo come sempre 😉

  3. olà doc
    la preoccupazione è in aumento la spesa cala paurosamente, non si comprano + macchine,e bisogna comperare il necessario,
    ma anche se le borse non se ne accorgono e salgono credo che assisteremo e vivremo uno dei periodi + difficili del ultimo secolo.
    e sarà sopratutto la classe + debole a pagare come sempre

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