SOTTO LA LENTE: EUROPENSION

sotto la lente

Buonasera Blog’s People!
Dando un’occhiata alle “parole” attraverso le quali il popolo di internet arriva nel nostro blog ho visto che tra le più gettonate ci sono: Europension e Mediolanum. Quindi, interpretando una voglia comune di sapere, mettiamo sotto la lente uno dei cavalli di battaglia di casa Doris: Europension.
Un po’ di storia. Europension nasce nel 1999 dalla “trasformazione” della polizza vita “Completa”. E’ una “unit linked” (cioè il valore della polizza è legato alla quotazione dei fondi che la compongono) senza capitale garantito (non vi è la certezza della restituzione del capitale investito).
Inizialmente veniva usata sia come polizza pensionistica sia come piano di accumulo finanziario, giocando (molto) sul fatto che c’era il recupero del 19% nella dichiarazione dei redditi. Dal primo gennaio 2001 viene usata solo, ed esclusivamente, come investimento finanziario in quanto, a scopo pensionistico, nasce la sua evoluzione: Europension Tax Benefit.
Vediamo, oggi, come viene presentato il prodotto da Mediolanum Vita.

Europension è la polizza vita che permette di costruirsi un capitale, per la conversione in una rendita, investendo nei principali mercati azionari e obbligazionari del mondo attraverso una gestione dinamica.
Può essere sottoscritta sia in forma pac (versamento minimo € 500 e premi mensili di € 100) che in forma pic ( € 25.000 di versamento iniziale ed aggiuntivi da € 5.000). Durata minima 10 anni. La somma viene investita in fondi assicurativi interni (dall’azionario all’obbligazionario stabile) in base al profilo scelto dal cliente.
I costi. In caso di versamento unico (pic) i costi di sottoscrizione variano dal 4% allo 0,50% (in base alla somma versata). In caso di piano di accumulo il primo versamento è gravato da caricamenti che oscillano dal 5% all’ 80% in base all’importo annuale scelto e alla durata del piano. I versamenti successivi hanno caricamenti che oscillano dal 5% al 9% a seconda degli anni di durata della polizza. I diritti fissi vanno dai € 2 (frazionamento mensile) ai 10 (frazionamento annuale). I diritti fissi sono indicizzabili.
Le spese di gestione dei fondi interni variano dal 2% (azionario) allo 0,40% (obbligazionario stabile) calcolati sul NAV.
La commissione di gestione annua ponderata prevista sugli O.I.C.R. sui quali vengono investiti i fondi interni può arrivare fino ad un massimo del 2,65% annuo. Gli O.I.C.R. prevedono anche una commissione di over performance che potrà incidere (al massimo) sul fondo interno per un 1,50% per anno solare. La commissione di gestione degli O.I.C.R. è in parte retrocessa alla Compagnia (Mediolanum Vita) e da questa agli assicurati che ne beneficiano per il riconoscimento al fondo interno.
Per i versamenti unici (pic) è previsto un tunnel di uscita nel caso di riscatto entro i primi 5 anni: dal 4% al secondo anno fino all’ 1% il quinto anno.
Lo switch fra i fondi interni costa (al cliente) € 51,70 (a volta).
Sono previsti dei bonus.
Bonus di fedeltà: è previsto nella sola forma a Versamenti Annui Rivalutabili (PAC). Prevede la restituzione graduale delle commissioni massime previste sul versamento della prima annualità.
Bonus a scadenza: calcolato come percentuale dell’ammontare totale dei singoli versamenti effettuati e riconosciuto alla scadenza del contratto aumentando l’importo del capitale da liquidare.

Nel prospetto viene specificato che i fondi interni possono investire in strumenti appartenenti allo stesso “gruppo” della compagnia (Mediolanum) e viene anche specificato che al momento della “redazione” del prospetto i fondi interni sono investiti in strumenti del gruppo Mediolanum per una somma pari al 99%.

CONCLUSIONI

Penso che non serva una “scienza infusa” per capire che cosa abbiamo davanti. Non vorrei espormi in “valutazioni”, sarei troppo duro e cattivo. Io penso che quando una persona sottoscrive un prodotto debba sapere a cosa serve e perché lo fa. I costi sono (tranquillamente) ricavabili dal prospetto informativo (non sono nascosti) che, tra l’altro, è scritto in un buon italiano. Generalmente si dice che un prodotto deve avere “tre gambe” (cliente, banca e promotore), cioè deve essere “vantaggioso” per tutti. In questo caso ho grosse difficoltà a vedere la gamba del “cliente”. Ma, forse, sono cieco io.
Prima di salutarvi un’ultima cosa: nella visualizzazione del “controvalore” vengono inseriti (e non so per quale oscuro motivo) anche i “bonus”. Voi ricordatevi sempre che il controvalore della polizza è dato dalla moltiplicazione del numero delle quote per il loro valore (rilevabile quotidianamente).
Con affetto, il vostro adorabile promotore di quartiere.

Doc Moretti

SOTTO LA LENTE: FONDI SOPRARNO SGR

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Buongiorno Blog’s People!
Prendo spunto da un comment dell’amico Scaurus:

Cosa ne pensi dei 4 fondi della Soprarno sgr che replicano degli indici, ma non hanno nessun costo a parte le commissioni di performance del 50% della over-performance rispetto al benchmark?
Quindi niente commissione di gestione, di entrata e uscita. Costano perfino meno dell’Etf.
Dov’è l’inghippo? I dividendi vengono reinvestiti e quindi se la società di gestione non batte l’indice non prende un euro di commissione. E visto l’andamento dei fondi italiani questo è altamente probabile, se questa società non prende rischi più elevati del normale.
Visto che sono appena usciti non c’è nessun storico. Un tuo parere su questi nuovi fondi sarebbe molto gradito
”.

Facciamo un po’ di indagini….. La Soprarno Sgr prende il suo nome dalla sede legale (P.zza Santa Maria Soprarno, 1 – Firenze); la società è partecipata da Cassa Risparmio di Firenze e da Banca Ifigest. Il “Team di gestione” è formato da Gabrielli, Bortolotti, Dazzini e Pettini, tutti provenienti da Grifogest (che hanno lasciato fra il 2006 e il 2007).
In “ottemperanza” alla MiFID hanno “creato” questa nuova offerta “particolare”: 4 fondi perfettamente correlati ai mercati di riferimento (Nikkei 225, S&P 500, DJ Eurostoxx 50 e SP/MIB) dove il cliente non paga spese di ingresso, spese di uscita e commissioni di gestione.
A carico del sottoscrittore c’è la commissione di performance sull’indice di riferimento pari al 50% dell’over-performance stessa. Commissione che verrà pagata al momento del rimborso delle quote. In caso di rimborso parziale viene utilizzato il metodo FIFO (First In First Out, cioè vengono vendute prima le quote più vecchie). Commissione che viene prelevata anche in caso di andamento negativo (se, per esempio, compro 10 quote a 5 €, con benchmark pari a 100 e le rivendo a 4,5 € con benchmark pari a 80, risulterà che hanno overperformato il benchmark del 10%, quindi il 5% viene trattenuto).
Da registrare c’è uno 0,12% annuale da pagare alla Banca Depositaria (CRF).
Tra l’altro, in risposta ai rischi che si devono prendere per overperformare, i fondi non possono investire più del 2% del NAV in derivati.
Messa così, tutto nero su bianco, c’è poco da ribattere: in termini di costi sono convenienti. Bene, il prodotto costa poco (anzi, quasi niente) ma quanto vale?
Giustamente, come fa notare Scaurus, se i gestori vogliono “guadagnarsi” la pagnotta devono fare le schegge nei confronti del benchmark, altrimenti non prendono un cent (dai clienti).
Fatta questa, dovuta, premessa andiamo a vedere come si sono comportati 2 dei 4 fondi dall’emissione ad oggi.

DJ Eurostoxx 50

soprarno sgr eurostoxx

Nikkei 225

soprarno sgr nikkei 225

La linea “rossa” è l’indice, la “blu” è il fondo.

E’ vera una cosa: ancora è prematuro dare un giudizio ma, viste le caratteristiche dei fondi, quel 2% che possono destinare ai derivati lo devono far fruttare alla grande, altrimenti è un’operazione altamente fallimentare (per la società di gestione).
Questa è la mia idea…..libertà assoluta a chi voglia “completare” l’argomento con altre informazioni che a me possono essere sfuggite.
Con affetto il vostro adorabile promotore di quartiere.

SOTTO LA LENTE: MEDIOLANUM VITA

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Buongiorno Blog’s People!
Altra puntata di “Sotto la lente”…..stavolta a finire sotto osservazione è il prodotto di punta di Mediolanum Vita Spa: Tax Benefit e le sue evoluzioni.
Prendo spunto dalla mail che ha mandato un lettore:

Ciao Moretti,
io sono abbastanza inguaiato (anzi molto) in quanto ho Europension e My Pension (Entrambe con fondo Intraprendenza sottostante).
Riguardo Europension sto per riscattarla approfittando dei rialzi della polizza recenti che mi permetterebbero quantomeno di non perderci sul valore quota.
Riguardo My pension credo che il discorso sia più complesso. Dal 15 marzo 2007 la polizza ha condizioni nuove. Caricamento costante del 3% e caricamenti precedenti in bonus capitalizzati all’8% annuo.
So che posso trasferire la polizza ad altro gestore ma la domanda che faccio è:
perderei tutto il bonus accumulato? Se fosse così forse sarei condannato a rimanerci visto che il bonus è quasi quanto il valore delle quote.
Nel caso dovessi rimanere mi consiglia di cambiare da intraprendenza a profilo dinamico? O rimanere su intraprendenza?
Preciso che ho sottoscritto la polizza nel 2002. Da allora il valore quota è balzato da 3,28 a 4,66. Naturalmente non ho beneficiato appieno del rialzo in quanto ho un PAC bimestrale.
Mi dia dei consigli per piacere. GRAZIE.

Si torna a parlare di “polizze” con “bonus”…. Intanto è bene chiarire a cosa servono i “bonus”. I bonus servono per giustificare l’applicazione di caricamenti spropositati all’apertura. “Oggi spendi X ma non ti preoccupare che ti verranno restituiti……a scadenza”. Questo “giochetto” permette di poter inserire un ISC “basso” (alla scadenza).
Il problema è un altro…..sono sicuro di volermi vincolato tutta la vita (30/35 anni) con una compagnia? O, peggio, sono sicuro di voler pagare tutta la vita un errore di gioventù?
Un altro lato (da stigmatizzare) è quello di “visualizzare” al cliente la sua situazione comprensiva dei bonus: è fuorviante. Sapete quante volte mi sono trovato davanti a persone che “credevano” di guadagnare? Poi, quando gli spieghi che il 70% del “controvalore” è da ascrivere alla voce “bonus” ci rimangono male……
I bonus, in casa Doris, si dividono in due: quello “fedeltà” e quello “a scadenza”. Il bonus “fedeltà” ha un importo massimo pari alle spese di sottoscrizione sul versamento della prima annualità e viene restituito (proporzionalmente) ogni 5 anni. Il bonus “a scadenza” restituisce al sottoscrittore (a scadenza) le commissioni pagate durante la vita del contratto. La “ganzata” è che si riferisce a costi “non ancora sostenuti” ma che verranno “sostenuti” mantenendo in vita il contratto.
Con il nuovo prodotto “New Tax Benefit” se si chiede il trasferimento ad altre compagnia entro i primi 10 anni vengono restituiti i costi sostenuti (a tal proposito vedere art. 20 delle condizioni generali del contratto). Il dubbio rimane, nel caso specifico del lettore, se tale articolo viene integralmente applicato anche nel caso di trasformazione (passaggio dalla vecchia My Pension alla nuova Tax Banefit). Consiglio di “informarsi” col Family banker o al numero verde.
Altro particolare (sempre in relazione alla situazione del lettore): al momento della sottoscrizione di My Pension Le venne chiesto di stabilire la percentuale che andava alla “Benefit” (Europension) e quella che andava alla “Tax Benefit” (fip). La parte che Lei decise di “mandare” alla benefit (senza risparmio fiscale) non è trasferibile ma solo “riscattabile”.
Ultima cosa: il valore delle quote è passato da 3,28 a 4,66. Cioè ha fatto un 42% in 5 anni, equivalente al 7,3% annuo (che è molto meno se si considera la formula del PAC su un mercato rialzista). Dati alla mano verifichi se altri investimenti Le avrebbero reso di più……
Personalmente opterei per un trasferimento verso altra compagnia andando a scegliere quelle meno gravate dai costi….. (tipo “zero” commissioni d’ingresso, commissioni di gestioni “umane” e senza tanti bonus…tanto non regala niente nessuno).
Con affetto, il vostro adorabile promotore di quartiere.

SOTTO LA LENTE: ERGO PREVIDENZA

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Buongiorno Blog’s People!
Un “lettore” del blog mi scrive per avere un mio parere sulla polizza della Ergo Previdenza denominata PIANO PREVIDENZA BONUS. Colgo l’occasione per iniziare una nuova “rubrica” che abbiamo deciso di chiamare (in maniera molto scontata): SOTTO LA LENTE.
La società Ergo Previdenza S.p.A. Non è altro che la “vecchia” Bayerische Vita, che tutti conoscete. La specializzazione è in prodotti assicurativi come, appunto, PIANO PREVIDENZA BONUS.
Entro nel sito ufficiale della Ergo Previdenza e scarico il prospetto informativo relativo al prodotto.
Non voglio (e non ho voglia) di farvi una lezione sui prodotti assicurativi (ci vorrebbero mesi solo per spiegare il 50% dei termini tecnici presenti all’interno dei prospetti), quindi mi limiterò ad una mia valutazione “personale” prendendo spunto da alcuni aspetti salienti.
La cosa che mi balza subito all’occhio è la seguente: Si evidenzia inoltre che in caso di mancato versamento di un numero minimo di tre annualità di premio, trascorsi dodici mesi dalla scadenza della prima rata di premio rimasta insoluta, il contratto si scioglie ed i premi versati restano acquisiti dalla Società.
Già questa dicitura, secondo me, è più che sufficiente per non sottoscrivere questo prodotto.
Secondo me è assurdo cominciare a mettere dei soldi in un contenitore sapendo che se non “completi” almeno tre anni perdi tutto.
Ma andiamo avanti…..i costi.
Ogni contratto ha un costo annuo di € 25,00 (fissi) ed un caricamento annuo sul premio (al netto dei 25 euro) del 12%…… nel caso che optiate per un “frazionamento” annuale. Se vi dovesse rimanere più comodo pagare a “rate” il caricamento viene “caricato” di un ulteriore 4,5% (se il frazionamento è trimestrale) o del 6,5% (mensile). Ovviamente il tutto viene “mascherato” con il classico giochetto dei “bonus” che ti danno (non è vero…..vengono solo conteggiati, diventano effettivi a scadenza) alla firma del contratto. Questo giochetto permette alla Ergo Previdenza di dichiarare un ISC (Indice Sintetico Costi) tra 0,17% e 1,02% nei vari esempi esplicativi. Isc valido solo se il contratto è portato a scadenza.
Ma non finisce qui. Il contraente si prende un impegno di 25 anni con la Ergo Previdenza di versare 1.800 euro annuali. Oggi è in grado di pagarli e, soprattutto, non gli servono. Dopo 10 anni, necessita di quei soldi per motivi suoi personali…….. Quanto gli viene restituito? Ha versato € 20.618,79 (premio rivalutato annualmente) e il valore di riscatto è di € 11.356,13. Non male! Solamente il 45% in meno rispetto al versato! (Esempio facilmente riscontrabile a pag. 27 del prospetto informativo scaricabile al seguente indirizzo: clicca.
Detto fra noi mi sembra abbastanza assurdo proseguire oltre nell’analisi di un prodotto (?) sul quale (personalmente) non investirei neanche un euro.
Una cosa positiva c’è…..il diritto di recesso. Ricordatevi sempre che nei prodotti assicurativi avete 30 giorni dalla conclusione del contratto inviando una raccomandata AR alla società in questione.
Con affetto, il vostro adorabile promotore di quartiere.