DowJones 1900-2007…

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24 Aprile 2007

Quattro chiacchere.

Dagli albori di WallStreet ad oggi il mitico DowJones mostra evidenti le “leggi” geometriche frattali che da sempre e per sempre governano gli scambi delle borse. I canali e le parallele tracciate ed inscritte sul grafico segnano la storia in maniera inconfondibile, è un secolo, ed in questi 100 anni siamo passati dalle contrattazioni “alle grida” ai mercati telematici eppure il top del 2000 non era ad un livello prezzi “a caso” e non lo è stato neppure il minimo del 2002, forse perchè alla fine grida o computer esprimono e marcano su un grafico le stesse cose e lo fanno da sempre: paura, speranza, aspettative, progresso. In due parole: emotività umana. Un ingegnere americano 80 e passa anni fa teorizzò un modello frattale molto prima che Benoit Maldenbrot (ai giorni nostri) definisse matematicamente cosa è un frattale: quel tipo era Ralph Nelson Elliott. Lui stesso dichiara nei suoi scritti che la sua non è una teoria “miracolistica” ma “probabilistica” e che già a suo tempo vi erano casi di “irrisolto” tra i cervellotici conteggi, ma questo non è un limite anzi, forse è il succo di tutto, è il quid che il Trader deve avere con se in modo da non fidarsi mai troppo di se stesso, si sa, in borsa la presunzione costa cara. Di tutte le teorie formulate nel secolo scorso quella di Elliott seppur di difficilissima applicazione (perchè i mercati sono facili?) è quella che più si avvicina all’essenza del mercato ovvero come accennato prima: la componente emotiva. Alla fine non è essere sul conteggio giusto ciò che conta bensì essere sul conteggio che meglio rappresenta la situazione attuale, poi il lavoro del trader è ad ogni dato aggiornare, rivedere, rivalutare, capire se il “nuovo” comporta ulteriori scenari oppure è ancora parte di quelli già sul tavolo.

Due conteggi ho inserito e stilizzato sotto: uno fucsia ed uno azzurro di cui presento due “varianti interne”, il cerchietto verde indica la posizione attuale del DowJones rispetto alla teoria.

Scenario fucsia.

E’ eloquente, possiamo andare all’insù ancora per molto (o per molto poco), il prossimo mercato Bear sarà nefasto perchè avrà come proposito quello di correggere tutto l’intero movimento iniziato nel lontano 1933. Si tratta ovviamente di una Grande Depressione, forse peggio di quella del ’29 ed è “proposta” anche da studi di ciclicità esterni alla teoria delle onde, nella fattispecie i lavori di Edgar Cayce e di Nikolaj Kondratiev. Teorie vero…bè…l’America con un debito pubblico 30 volte superiore a quello del 1929 però non è una teoria e nemmeno l’attuale deficit commerciale (esportano la metà di ciò che importano), se fosse un’azienda voi ne comprereste le azioni? Che dire poi del fatto che la valuta ancora oggi principe del pianeta (il dollaro) non essendo più agganciato alle riserve auree, bensì proprio all’economia, in questa situazione ci fa vivere in un mondo dove si scambiano materie prime in cambio di carta colorata di verde…non vedo altri modi di chiamare l’equivalente valore dell’economia attuale statunitense. Noi paghiamo salati il nostro Maastricht e la robustezza di Eurolandia per garantire una valuta (Euro) solida e oltre Atlantico brindano alle merci che gli arrivano in cambio di carta?? Elliott avrà pure torto sul suo scenario (che è il mio conteggio) ma sbaglia di grosso chi pensa che là fuori non esistano le condizioni per una sua materializzazione.

Scenario azzurro.

Ci troveremmo in una semplice pausa di una onda 3 estesa (sto trattando onde di durata di oltre mezzo secolo) e le alternative in questo caso sono 2 e le ho riportate nei riquadri rossi che stilizzano la porzione di indice a sua volta incastonata nella simile cornice.
Pattern alfa: abbiamo solo sole al nostro orizzonte finanziario, qualunque storno sia messo in atto sarà appunto solo uno storno e soprattutto saranno veloci e di poca profondità.
Pattern beta : nonostante permanga la visione ottimistica di lunghissimo termine in realtà saremmo invischiati in una lateralizzazione (irregolare perchè abbiamo sforato il top del 2000), il Toro che dal 2003 ci accompagna non ha fondamenta solide e finirà con l’evaporarsi. Nulla di Tragico…solo che si prospettano correzioni profonde, di ampiezza e durata paragonabile a quella del 2000-2003, poi il vero agognato Bull market con solide fondamenta.

E adesso la domanda classica: quale scenario erigere al più probabile? Prima di rispondere cerchiamo punti “cardini”. Inanzitutto se osserviamo la trend centrale della struttura (dove nel 2003 si è fermato il ribasso) vediamo che in questi 3 anni abbondanti è salita come ovviamente si confà ad una retta crescente. Dove è ora? E’ intorno a quota 10000, la successiva più in basso è ben più giù dei 7000 ovvero sotto i minimi del 2003. Questo già ci dice qualcosa, se lo scenario corretto è quello azzurro e se il pattern degli attuali 5-6 anni è quello alfa allora diciamo che salvo rarità è auspicabile che quand’anche inizi uno storno dei mercati (sia da domani come fra 6 mesi) sarà molto salutare che non sfondi al ribasso la soglia dei 10000, in quel caso potremmo essere davanti a problemi non indifferenti. 10000 è dunque un livello chiave…o meglio, la trend individuata (parte dal lontano 1908). Il pattern beta per quanto più roseo del completo scenario fucsia ci consegna un bel mercato Orso e delle simpatiche (si fa per dire) recessioni.

La scelta.
E’ ovvio che l’operatività di un trader non può limitarsi ad avere come spunto un grafico di lunghissimo termine come quello mostrato in figura, diciamo però che alcune informazioni possono essere estrapolate: abbiamo 2 possibilità non molto rosee (una catastrofica) e allora tanto per iniziare (per chi ha portafogli di lungo …es fondi e roba varia) io non rischierò di rimanere dentro in un bear market con la “pia” idea di fare media al ribasso nella certezza della “maestosa” ripartenza, per me quanto detto sopra è abbastanza per scegliere di prendere profitti e casomai poi ad acque limpide riallocare. Non ritengo in questa situazione (nel caso di una inversione di medio lungo termine) assolutamente idonee alcune delle tecniche di “copertura” portafogli…per me quando suona la campana si prende il grano (anche prima) e si sta cash (o monetari ultra sicuri). Non sono sicuro che il prossimo storno sarà il semplice “toccasana” solito al quale tutta l’informazione ufficiale vuole far credere…perlomeno all’inizio.
Lo scenario attualemente (ribadisco attualmente, ai dati attuali ergo nessun futuro previsto magicamente) mi duole dirlo ma è quello fucsia, il peggiore, da un punto di vista Elliottiano è quello che maggiormente rispetta la teoria, e se come ho detto all’inizio guardiamo il mondo che ci gira intorno (America, Dollaro, bolla immobiliare, mutui subprime, mutui a tasso variabile, Iran, petrolio etc.) potete capire il perchè.
Siamo sull’orlo di un baratro? O “ridimensionamento” del sistema capitalistico mondiale che dir si voglia? Spero di no, spero che al massimo siano solo brutti temporali ma nel frattempo io, come trader, ho già le difese ben appostate.

Ing.Alessandro Bertolino

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